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mercoledì, 6 Luglio 2022

I crocchè: panzarotti o “cazzilli”?

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Il padre dei crocchè, tanto amati da napoletani e palermitani, è il cuoco francese Carême. La ricetta dei crocchè è contenuta infatti in uno dei 5 volumi dell’Art de la Cuisine Française, scritti dal cuoco tra il 1833-1834. 

Il termine crocché, derivante dalla parola croquettes, è utilizzato per indicare dei piccoli cilindri fatti con  patate lesse e poi fritte. I crocchè sono molto diffusi a Napoli e a Palermo, dove vengono chiamati, rispettivamente, panzarotti e cazzilli.

Ingredienti per una ventina di crocchè.

  • 1.5 kg di patate;
  • 2 uova;
  • 200 g di salame;
  • 200 g di provola;
  • sale e pepe;
  • 50 g di parmigiano;
  • 50 g di pangrattato;
  • pangrattato per la impanatura;
  • olio per friggere;
  • prezzemolo.

Procedimento. Lessate, pelate e schiacciate le patate. In una ciotola mettete le patate, 50 g di parmigiano, il sale, il pepe, il prezzemolo tritato, 50 g di pangrattato e le due uova. Amalgamate con le mani il composto. Tagliate a dadini il salame e la provola. Prendete un po’ di composto, schiacciatelo, al centro metteteci il salame e la provola, chiudete dandogli la forma di un cilindro. Dopo aver preparato tutti i crocchè, passateli nel pangrattato. Prendete una pentola alta e versate circa 6 dita di olio. Quando l’olio sarà caldo, immergete i crocchè. Fateli cuocere a fiamma viva, fino a che non assumano un colore dorato. Una volta fritti, poggiateli su della carta assorbente per togliere l’olio in eccesso.

Sono buoni sia caldi che tiepidi!

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