I cento anni delle dure lotte al voto per le donne

"Non c'è cancello, nessuna serratura, nessun bullone che potete regolare sulla libertà della mia mente", Virginia Woolf.

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Le suffragette

Il 19 febbraio 1918 fu una data importante e decisiva per le donne in Inghilterra. Con l’approvazione del Representation of the people act fu esteso il diritto al voto alle donne, oltre i trent’anni. Tale cambiamento, sebbene ai nostri occhi possa essere minore, fu un piccolo passo verso la conquista della sfera sociale femminile dopo innumerevoli lotte per i propri diritti.

Queste lunghe battaglie sociali furono dovute grazie a numerosi gruppi di donne, le cosiddette suffragette. Suffragette è il termine che sta a indicare il movimento di donne, alla lotta ai propri diritti, tra cui il primo fu la conquista al voto.

Questo moto sociale nacque tra la fine del Settecento e gli inizi del Novecento, quando diverse figure femminili iniziarono a radunarsi per legittimare i propri diritti, dei quali godevano solo gli uomini. Più precisamente, iI movimento delle Suffragette nacque in Inghilterra nel 1872 e nel 1897. Sono gli anni in cui Millicent Fawcett fondò il movimento nazionale per la rivendicazione dei diritti femminili, “National Union of Women’s Suffrage”.

Col passare del tempo, le donne da figure passive divennero pro-attive nel campo sociale attraverso proteste e talvolta anche violente.

Per dar voce ai propri diritti, le suffragette s’incatenavano davanti ai palazzi del parlamento, appiccarono il fuoco alle cassette postali e rompendo in mille pezzi le vetrine dei negozi fino a scontri diretti con gli agenti di polizia.

Molte delle suffragette andarono in prigione, dove vivevano in condizioni disumane e in seno a tali trattamenti, iniziarono dei veri e propri scioperi della fame. Gli arresti divennero più frequenti e le torture più violente.

Tutto ciò causò una profonda indignazione tra il pubblico e nel 1913, durante le corse all’ippodromo di Epson, una suffragetta per animare la propria protesta, si gettò sotto la carrozza del re Giorgio V.

Da “donne casalinghe” a “donne combattenti” fino alla promulgazione del Representation of the people act.

In Italia il processo al suffragio universale fu più lento. Soltanto tra il 1945 e 1946 il voto fu esteso alle donne in seguito al referendum nazionale della monarchia-repubblica e all’assemblea costituente. Infine, la costituzione della Repubblica Italiana abolì, apparentemente, ogni discriminazione della sfera sessuale.

Oggi ricorrono i cento anni, non di solitudine di Gabriel García Márquez, ma cento anni di sacrifici, lotte, cadute, pugni e conquiste femminili.

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