I benefici della mimosa

Una pianta da scoprire e farne tesoro: la mimosa

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Nel 1946, la mimosa (acacia dealbata) appartenente alla famiglia delle fabaceae, fu nominata dall’Unione Donne Italiane, fiore simbolo della donna non solo perché facilmente reperibile essendo un arbusto che cresce un po’ ovunque ma anche perché economica, oltre ad essere simbolo di femminilità e forza. Questa pianta è originaria dell’isola di Tasmania, in Europa è giunta nel XIX secolo dove trovò un clima favorevole che garantì la sua estensione in tutto il territorio.

Nel mese di marzo gli alberi di mimose si colorano di giallo, sono enormi e lasciano un profumo inconfondibile forse perché rappresentano una pianta molto delicata e originale che difficilmente si confonde con altre fragranze.

Si è sempre associato alla mimosa la ricorrenza della festa della donna e si è sempre considerato questo fiore solo con una funzione simbolica ma non è così: la mimosa può arrecare molti benefici al corpo umano.

La tradizione racconta che questa pianta era usata come anestetico, veniva fatta cuocere esattamente come si prepara una tazza di tè e serviva per calmare il dolore più fastidioso di questo mondo ossia il mal di denti. Più precisamente, le foglie della pianta e la corteccia stessa dell’albero se essiccate e polverizzate, riescono a essere utili come analgesico. Lo stesso tè di corteccia di mimosa o decotto a seconda di come lo si vuole chiamare aiuta a calmare la tosse ed i raffreddamenti che causano la bronchite.

A tal proposito è possibile immaginare le antiche civiltà, che non avendo a disposizione la nostra tecnologia e l’emancipazione medica di cui usufruiamo, si servivano dei benefici di questa pianta.

In bellezza è importante non guardare ma leggere le etichette dei cosmetici che si adoperano, cercando di acquistare quelli che contengono estratti o polvere di mimosa visto i benefici che possiede la pianta a contatto con la pelle: riesce a renderla elastica lasciando rigenerare le cellule, dando più elasticità ai tessuti, può medicare e cicatrizzare le ferite, ed inoltre aiuta nella cura dell’acne, psoriasi, brufoli, herpes.

L’olio essenziale ricavato dalla mimosa è un ottimo calmante per chi soffre d’ansia, aiuta a diminuire lo stress e ha una funzione afrodisiaca rilasciando benefici sull’umore e nei rapporti di coppia.

Qualche tempo prima, nella lontana civiltà Maya e cinese questa pianta veniva essiccata e polverizzata, utilizzata per calmare le scottature e i traumi della pelle, per curare la diarrea, il vomito e diversi disturbi gastrointestinali.

La mimosa rimane comunque un fiore molto delicato e difficile da conservare, sebbene attraverso dei piccoli accorgimenti si riesce a darle una durata più lunga: bisogna immergerla in abbondante acqua fresca con due, tre gocce di limone, tenerla esposta alla luce ma lontano dal calore dei termosifoni, è una pianta che non vuole temperature eccessivamente elevate. Lo stelo va pulito dalle foglie ingiallite o secche altrimenti non si rigenera e seccherà velocemente.

È il cibo preferito delle giraffe che riescono a mangiarne in grande quantità ogni giorno.

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