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giovedì, 26 Maggio 2022

I 20 collezionisti più stravaganti secondo artent

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Carmela Nappo
Collaboratore XXI Secolo.

Nei decenni passati i collezionisti d’arte rappresentavano un’élite del mercato artistico, erano grandi appassionati d’arte con a disposizioni grandi somme di denaro. Oggi la figura del collezionista d’arte è completamente cambiata, molto spesso è solo una persona con una grande quantità di denaro, che decide di investire questi soldi nell’arte esattamente come farebbe con un titolo azionario, per fortuna esistono ancora delle eccezioni. Artnet News, piattaforma di informazioni dedicata al mercato dell’arte, ha presentato l’ elenco dei 20 collezionisti più innovativi a livello mondiale, la caratteristica peculiare di quest’ultimi è la specializzazioni, ovvero, i loro acquisti si concentrano intorno ad un argomento specifico, che contribuiscono a comporre delle collezioni-rassegna spesso anche accentriche che definisco la figura del collezionista del futuro.

Nella top list figurano personaggi del jet set come: Leonardo di Caprio, la mega star del cinema ha contribuito a raccogliere milioni di dollari per l’ambiente con la vendita delle opere di “11th Hour”, inoltre la sua collezionare d’arte è arricchita con fossili e locandine cinematografiche dell’era d’oro di Hollywood, e tra i suoi primi acquisti c’è un disegno di Basquiat. Victoria e Davide Beckham, che collezionano opere che hanno come tema l’amore con particolare attenzione alla scena giovanile britannica. Poi scorrendo la lista dei venti collezionisti si incontra il nome di Peter Marino, architetto che inaugurò l’attività progettando la casa e la factory di Andy Warhol e che oggi figura tra i più importanti collezionisti di bronzi italiani e francesi del Rinascimento e del Barocco. L’australiano David Walsh, ossessionato dai temi dell’eros e del thanatos, che nel suo museo privato in Tasmania ha esposto 151 sculture di organi genitali femminili, centinaia di carcasse di animali, i resti di un attentatore suicida fatti con il cioccolato e l’opera di Wim Delvoye “Cloaca Professional” che riproduce l’apparato digerente umano e si è guadagnata il titolo di installazione più visitata del museo.

Una menzione d’onore la merita l’unico italiano citato, Luciano Benetton, che attira l’attenzione di Artnet con il progetto Imago Mundi, una sorta di transfert dello spirito di United Colors nel mondo del collezionismo grazie ad una raccolta di opere provenienti da 50 paesi (che entro la fine del 2015 diventeranno 80) e assimilate dal piccolo taglio 10×12 cm, che hanno la vocazione di viaggiare in tutto il mondo generando un dialogo interculturale.

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