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lunedì, 3 Ottobre 2022

“Human Bodies” a Città della Scienza: è polemica

La mostra del corpo umano tra curiosità e polemiche.

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Dopo la prima tappa a Torino, che ha registrato 40mila visitatori, “Human Bodies” arriva a Napoli. La mostra, dove vengono esposti corpi umani reali conservati mediante plastinazione, sarà a Città della Scienza fino al 24 giugno e si avvale della supervisione di Alessandro Cecchi Paone. In soli tre giorni sono stati già centinaia gli ospiti dell’exhibit e non sono mancate le critiche.

La mostra è composta da otto sezioni e comprende vari corpi (tra cui alcuni sezionati e altri in trazione per evidenziare i muscoli coinvolti), scheletri e 150 organi. Questi organismi umani sono stati trattati, come accennato, con la tecnica della plastinazione, che permette di conservare i tessuti sostituendo i liquidi con pomeri di silicone, da due medici spagnoli: Rafael Latorre, professore di anatomia semplice e comparata all’università di Murcia, e Virginio Garcia Martinez, docente di anatomia ed embriologia umana dell’università dell’ Extremadura. Al termine delle esposizioni tutti i corpi torneranno ai due atenei per continuare ad essere oggetto di studi e ricerche.

Da sempre “Human Bodies” suscita reazioni discordanti in tutto il mondo, dividendo il pubblico tra coloro che ne riconoscono il valore didattico e coloro che giudicano eccessivi alcuni elementi dell’esposizione.

A Napoli, ad esempio, si è verificato il caso di uno studente che, durante l’inaugurazione di venerdì, ha accusato un lieve malore dovuto “alla crudezza dell’esposizione” come sostengono gli amici. Episodi analoghi sono accaduti anche in altre città italiane. Alcuni poi ritengono un sacrilegio l’esibizione di “corpi smembrati e sezionati col puro scopo di intrattenere il pubblico”.

Ma c’è stato anche chi ha apprezzato la mostra, ritenendola “un viaggio nel nostro organismo, molto più diretto e istruttivo delle ricostruzioni virtuali”. Sono soprattutto gli studenti delle facoltà scientifiche a giudicare importante la missione della mostra, ritenendo che certi elementi come la teca contenente i polmoni di un fumatore e quelli di una persona sana, siano utili soprattutto alla divulgazione.

“La scienza non riguarda soltanto ciò che avviene in un laboratorio. Coinvolge soprattutto quel che accade dopo, che è condivisione e comprensione. Per questo è una splendida disciplina democratica”, spiega Cecchi Paone. “La funzione di questi corpi non è affatto riduttiva: contribuisce alla formazione e alla curiosità, soprattutto dei più giovani, in una città nobile come Napoli, già in prima linea nel Settecento per questi studi”, continua il giornalista, alludendo alle Macchine anatomiche di Raimondo di Sangro, principe di Sansevero: “Fu un grande esempio di cultura illuminista. Questa mostra non fa altro che inseguire lo stesso principio. E fa suo il motto latino all’ingresso della Sala anatomica dell’università di Padova, la più antica del mondo: ‘In questo luogo la morte è lieta di soccorrere la vita”.

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