Hamsik vs de Laurentis, tra interessi e riconoscenza

Sentimento o manifestazione di devozione per un benefattore, di solito associato all’intenzione di il beneficio

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Amsik de Laurentis

Questo è il significato tecnico del termine riconoscenza,come lo possiamo leggere dal vocabolario, ma la vera riconoscenza riempie il cuore non la bocca e soprattutto non la si trova a buon mercato quando si parla di interessi di “vile pecunia”. In un mondo come quello del calcio poi, si rischia di passare per ingenui o nella migliore delle ipotesi ti guardano storto con una espressione tra lo schifato e il commiserato. Ci sono dei casi nei quali il suddetto termine si barcamena tra l’appropriato e il non, avendo per protagonisti un presidente di “pallone” ed un suo giocatore, simbolo della squadra, un cittadino adottato dalla comunità che oltre a battere quasi tutti i record in questa formazione, si è distinto sempre per l’eleganza tenuta in campo e fuori e l’amore manifestato alla gente, giustamente ricambiato che lo hanno portato ad essere in modo legittimo il “Capitano”, con la lettera maiuscola.

Avrete tutti capito che si sta parlando di De Laurentiis e Marek Hamsik. La vicenda è ormai di “stradominio” pubblico già da molte settimane e divide come è giusto che sia, i tifosi e l’opinione pubblica. In pratica una decina di giorni fa “Marekiaro” accompagnato dal suo procuratore si è recato negli uffici della Filmauro a Roma per chiedere a don Aurelio di liberarlo del suo contratto di giocatore del Napoli e permettergli di accettare un’offerta irrinunciabile di 13 milioni di euro netti all’anno, da parte di un ricco club cinese (Tianjin oppure Guangzhou). “Questa è, e sarà sempre casa tua” sembra che abbia risposto il dirigente “ma non mi chiedere di andare via a parametro zero”.

Tutti i tifosi del Napoli adorano il calciatore slovacco che ha sempre resistito alle sirene di squadre molto titolate, ultima in ordine di tempo proprio la Juventus che dopo aver chiuso col Napoli il suo acquisto, dovette incassare il rifiuto del giocatore, ma chiedere un sacrificio economico (senza calcolare quello tecnico) così grosso a De Laurentiis mi sembra troppo anche per i critici più agguerriti di quest’ultimo. Per fortuna anche il ragazzo sembra aver capito la situazione e probabilmente proverà a convincere la sua possibile, futura squadra a fare un sacrificio economico, magari facendo egli stesso una smussatina al suo prossimo e comunque ricco ingaggio. Non è detto che riesca nel suo tentativo perchè, se la sensazione è  che se non a trenta,  Hamsik lascerà Napoli per meno di venticinque milioni di euro, a meno che il patron non sorprenda ancora una volta tutta l’Italia, come ha fatto con la scelta del nuovo allenatore, e non decida di dare nuovo slancio alla definizione di riconoscenza liberandola della zavorra della “vile pecunia”, che come si sa, riempie la tasca ma non il cuore.

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