Gta 6 su Netflix ha fatto la storia. Il 27 agosto la piattaforma streaming ha trasmesso in esclusiva 27 minuti di GTA 6, prima di tutti, YouTube incluso. Il colpo di marketing è perfetto. Rockstar e Netflix uniscono le forze e il web esplode. Vice City non è mai sembrata così viva: Jason e Lucia, i protagonisti entrambi giocabili, a volte sarà il gioco a scegliere altre sarà il giocatore quale impersonare, la loro storia alla Bonnie & Clyde, missioni che degenerano in un attimo. Il pubblico è in delirio, ma qualcosa aveva già rovinato la sorpresa.
GTA 6 la piaga dei leak
Nove giorni prima, un gruppo chiamato Cyberleek aveva iniziato a far girare video rubati. Quattordici clip in totale, più la mappa completa. La loro scusa? Una protesta contro i preorder digitali e l’assenza di una copia fisica vera. Belle parole, peccato che ogni video fosse pieno di QR code per un memecoin, il fantomatico $CYBERLEEK. Poco prima della premiere ufficiale, hanno incassato 250mila dollari e il token è crollato dell’86%. Attivismo o solo un altro modo per fare cassa sulla pelle di Rockstar? Non ce una risposta certa, ma il sospetto è forte.
Il gioco migliore di sempre?
E qui arriva il bello. Chi ha visto il filmato lo conferma: tutto girato su Playstation 5 base, non la Pro. La qualità è impressionante, dettagli assurdi, luci che sembrano vere, vestiti che si muovono naturalmente col corpo dei personaggi. Digital Foundry parla di ray tracing spinto al massimo, roba mai vista prima su console. Il prezzo da pagare? Trenta frame al secondo, fissi, anche sulla Pro. Nel 2026 c’è chi storce il naso: “bellissimo ma se non gira liscio non conta niente” scrivono in tanti sotto i video.
L’attesa è essa stessa già “il gioco”
Fatto sta che tra un leak sospetti e trailer da urlo, GTA 6 resta l’unico gioco capace di far parlare tutti, bene o male. Rockstar incassa hype gratis, Cyberleek incassa dollari veri. Chi ci guadagna davvero? Difficile dirlo. Ma il 19 novembre si avvicina, e tra poco lo scopriremo tutti sul serio.





