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venerdì, 7 Ottobre 2022

Granita: scambio culturale tra oriente e occidente

La granita, il dessert tipico dell'estate, ha origini che risalgono al 2000 a.C. quando veniva prodotta nelle neviere dell’Hindu Kush.

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Nulla in estate può sostituire una fresca granita, meglio ancora se accompagnata da una fragrante brioche col tuppo, la classica colazione siciliana.

Si può dire che quello della granita, soprattutto per i siciliani, in estate, sia quasi diventato un rito.

Ma non tutti, però, conoscono la vera storia della nascita della granita. Non tutti conoscono tutte le varietà della granita siciliana. In questo articolo, scopriremo insieme la vera storia di questa prelibatezza tutta estiva.

Caratteristiche

La granita può essere considerato un dolce freddo simile al gelato. Viene realizzato con un composto di zucchero, frutta e acqua. Il composto viene congelato lentamente e continuamente mescolato, questo per ottenere una consistenza granulosa, ma allo stesso tempo cremosa.

Le origini

Le origini di questo dolce risalgono al 2000 a.C. La granita veniva prodotta all’interno nelle neviere dell’Hindu Kush, una montagna che sovrasta l’Afghanistan e il Pakistan.

La ricetta poi si diffuse prima in Cina e in India, per poi con il tempo arrivare sino in Andalusia e nella Sicilia islamica, infatti, non bisogna dimenticare la dominazione araba dell’isola.

In Sicilia, già nel Medioevo, vi erano i cosiddetti “nivaroli”, coloro che si occupavano di raccogliere la neve sull’Etna, sui Peloritani, sugli Iblei e sui Nebrodi, per poi trasportarla dove ce n’era bisogno.

Le famiglie benestanti erano solite acquistare la neve, che poi veniva conservata in apposite case neviere, per poi essere utilizzata nella preparazione di sorbetti (dall’arabo “sherbet”) e gelati.

All’inizio del ‘900 il procedimento più diffuso per la preparazione di sorbetti e gelati era la “rattata” (grattata). Ma la ricetta si migliorò sempre di più con l’invenzione del  pozzetto, cioè un tino di legno contenente un secchiello di zinco, che si poteva girare con una manovella. Al suo interno si inserivano il sale e la neve, chiusi da un sacco di iuta pressato.

Il movimento rotatorio delle palette all’interno di questo contenitore impediva la formazione di cristalli di ghiaccio troppo grandi, creando la granita che noi conosciamo.

Oggi la granita viene preparata con la gelatiera.

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