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Governo Conte 2, continuano le tensioni

Il Governo Conte 2 è già in Aula al Senato. La situazione governativa è rimasta instabile da dicembre, la questione non è mutata per nulla ma si è addirittura acuita. Inviata una nuova bozza del Recovery plan ai partiti, non tutti sembrano essere soddisfatti.

La tensione tra Italia Viva e gli alleati si fa più aspra, Italia viva, dopo l’apertura al dialogo e al rimpasto proposta da Giuseppe Conte, nella figura di Matteo Renzi prova a rilanciare, presentando al premier la possibilità della crisi.

Gli esponenti di maggioranza si sono quindi lasciati andare ai commenti, presentando la propria personalissima opinione riguardo la situazione.

Secondo la ministra del partito renziano, Teresa Bellanova, “il premier dovrebbe prendere atto che questa esperienza è al capolinea e dire se siamo in grado tutti di ripartire. Il tempo per quanto mi riguarda è finito: ora servono risposte. Sono mesi che chiediamo un accordo programmatico perché non si può andare avanti con un Dpcm o un decreto alla settimana. Noi critichiamo e avanziamo proposte: il punto è se le proposte vengono accolte. Prima del cdm vogliamo vedere tutto il testo del Recovery plan per confrontarci con i nostri parlamentari. Sappiamo che c’è il tentativo di campagna acquisti in corso: purtroppo al premier non sta andando bene. Noi ci vogliamo confrontare con i parlamentari per chiarire per bene di cosa stiamo parlando. Noi stiamo facendo grande sforzo perché per me il tempo è già finito. Ora bisogna dire che cosa si vuole fare: Conte vuole misurarsi con la soluzione dei problemi allora non minacciasse di andare in Parlamento perché in Parlamento bisogna andare, in Parlamento si va e si avanzano le proposte, se si ha il consenso si governo se no si passa la mano. Noi parleremo con un documento in modo che nessuno possa ricostruire retroscena. Non chiediamo posti in più ma soluzioni che non sono arrivate. Già oggi ci devono essere dei segnali molto chiari.  Si cominci a scendere dal piedistallo. Qui nessuno è insostituibile, non lo sono io, non lo è Iv, non lo è neanche il presidente del Consiglio. Anche il Pd ha posto problemi poi se si vuole derubricare tutto perché si vuole isolare Renzi, facciano i loro giochetti. Anche Zingaretti in passato al tavolo con Crimi e Conte ha messo dei punti al tavolo per un impianto programmatico. Ora sono risolti tutti i problemi?”, affermando difatti di voler essere sicura prima di intraprendere qualsiasi tipo di azione.

Molto più concisa è l’opinione del segretario del PD Nicola Zingaretti, il quale afferma apertamente la criticità della situazione del Paese. Nessun rinvio, si attendono risultati, già nelle prossime ore, affinché il Governo Conte 2 possa raggiungere gli obiettivi desiderati, seguendo quel processo di sviluppo teorizzato e perseguito strenuamente.

Zingaretti ribadisce inoltre la leale fedeltà del PD al Governo Conte2.

“Questo governo deve andare avanti, il Paese non può rischiare di cadere nell’immobilismo, non sono accettabili giochi di palazzo, ma serve trasparenza. Lavoriamo tutti a un patto di governo più articolato che dia certezze sui temi ad ogni forza politica, ma insieme a Giuseppe Conte che va rispettato e sostenuto. Se dobbiamo discutere di qualcosa, non discutiamo di poltrone ma di temi. Se la direzione è quella di individuare un percorso che porti a una maggiore efficienza e concretezza ben venga. Il Movimento 5 Stelle  è la prima forza in Parlamento e deve farsi valere di più, proponendo ai nostri partner un nuovo patto per l’Italia anche con le riforme costituzionali e nuovi strumenti per sostenere famiglie, imprese e lavoratori, soprattutto autonomi, che sono quelli ad aver subito il colpo più grande dalla crisi. Non possiamo rischiare di perdere i soldi del recovery plan, perché significherebbe dare il colpo di grazia alla nostra economia”, afferma invece il ministro degli esteri Luigi Di Maio su Facebook.

Resta sospeso un interrogativo, cosa ne sarà del Governo Conte?

Emanuele Marino
Emanuele Marino
Giornalista pubblicista, nonché studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II