10.6 C
Napoli
domenica, 29 Gennaio 2023

Google, arrivano gli SMS 2.0

Google ha sviluppato un nuovo client seguendo un protocollo in grado di trasformare i vecchi SMS in messaggi multimediali. L'iniziativa in grado di competere con WhatsApp ed iMessage

Da non perdere

Emanuele Marino
Giornalista pubblicista, nonché studente universitario iscritto alla facoltà di Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II

Google ha lanciato un nuovo protocollo comunicativo chiamato Rich Communication Services (Rcs) il quale sarà in grado di trasformare i vecchi SMS in messaggi multimediali, in grado di competere con WhatsApp e tutte le altre applicazioni di messaggistica.

Google ha già introdotto il nuovo protocollo in Francia e Regno Unito, ma vuole estendersi anche nel resto d’Europa, lanciando una nuova app chiamata Chat, che permetterà di inviare messaggi e contenuti multimediali in modo gratuito.

Sulla falsariga di WhatsApp o iMessage, app riservata agli utenti Apple, dalla quale Google ha preso spunto per creare Chat, con l’obiettivo di creare un ambiente riservato ai soli utenti Android.

I nuovi SMS 2.0 presentano però ancora un enorme problema, non sono sicuri. Google non ha ancora implementato la crittografia end-to-end, standard di sicurezza presente su tutte le piattaforme di messaggistica, nonché su WhatsApp, proprio questo il punto riguardo il quale l’azienda di Mountain View sta investendo tempo e denaro.

Il team di Google è alla ricerca di una soluzione, che vorrebbero sviluppare prima del lancio ufficiale sullo store di Android, al fine di evitare un altro fallimento di Google nel mondo della messaggistica istantanea, con conseguente perdita di fiducia da parte degli utenti.

Google si è affermata grazie numerosi servizi, nonché alle numerose utility, offerti ai propri utenti, da Gmail a Google Maps, solo per citarne due, non riuscendo però ad affermarsi nel settore della messaggistica istantanea.

L’azienda ha infatti provato a farsi accettare, in quest’ambito, con le proprie applicazioni precedenti, Hangouts, Duo, senza però riuscire a catturare l’interesse del pubblico, più fedele ad applicazioni ormai note e affermate, tra le quali la stessa WhatsApp, che Google vorrebbe abbattere, e Telegram. Che sia questa la volta buona? Non si può prevedere ciò, bisogna solo attendere il rilascio e la risoluzione dei problemi, per poterne stimare il plausibile successo.

image_pdfimage_print

Ultimi articoli