4shared
7.7 C
Napoli
mercoledì, 19 Gennaio 2022

Gomorra crolla: Iovine pronto a collaborare

Da non perdere

Claudia Camillo
Collaboratore XXI Secolo.

‘O ninn, il bambino: questo è il soprannome con cui è conosciuto uno dei più importanti e pericolosi boss della camorra, Antonio Iovine che, in queste ore, ha deciso di collaborare con la Procura della Repubblica di Napoli. Uno dei più rilevanti esponenti del clan dei Casalesi ha infatti deciso di ricostruire alla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli i movimenti di uno dei più importanti clan camorristici campani, spiegando come venivano gestite le guerre tra clan, le attività criminali e i rapporti con i più autorevoli esponenti politici.

Iovine non ha ancora compiuto 50 anni, ma molti anni della sua vita li ha trascorsi in latitanza, tra la Francia e l’Italia, prima di essere arrestato nell’autunno del 2010 in un covo a Casal di Principe e costretto per 4 anni al carcere duro. Durante il processo Spartacus, durato dal 1998 al 2010, è stato condannato all’ergastolo, così come Francesco Schiavone (Noto con il soprannome di Sandokan – ndr); Francesco Bidognetti e Michele Zagaria, altri esponenti del clan.
Le sue capacità indiscusse di gestire le attività illecite del clan gli hanno valso, negli anni, un altro soprannome, il boss manager, perché è stato capace di amministrare il riciclo di traffici illeciti, soprattutto droga e racket, il business della spazzatura e trasformare tutto questo in un investimento ‘pulito’ nell’economia e nel business del cemento.

Lunedì scorso c’è stato un processo per le intimidazioni nei riguardi dello scrittore Roberto Saviano e della giornalista Rosaria Capacchione. Il PM Antonello Ardituro ha assolto Antonio Iovine, affermando “non perché sia certo della sua colpevolezza, ma perché non c’è la possibilità di dimostrarlo”. Al contrario, ha chiesto la condanna per un 1 e 6 mesi ciascuno a Francesco Bidognetti e agli avvocati Michele Santonastaso e Carmine D’Aniello.

Roberto Saviano ha commentato la notizia del pentimento, affermando che lui l’aveva scritto ma “come spesso accade fui deriso e preso per visionario. Invece è successo ma non riesco ancora a capire perché”. Secondo lo scrittore, un grande merito è da attribuire al lavoro instancabile del PM Antonello Ardituro che segue le vicende dei Casalesi da diversi anni.
Inoltre, Saviano ritiene che questo pentimento possa portare ad un cambiamento ‘epocale’ nella zona dell’agro-aversano, per quanto riguarda i rapporti tra le principali famiglie dei Casalesi, perché i figli di Sandokan sono legatissimi a quelli di Iovine. Quest’ultimo potrebbe chiarire la presenza o meno della mano nera della camorra all’interno di avvenimenti legati al mondo politico e finanziario, come la scalata di Coppola, Statuto e Ricucci, e la caduta del governo di sinistra nel 2008.

Tutte queste confessioni sono importantissime e preziose per lo Stato italiano che combatte da anni contro la camorra e che forse, in questo momento, sta raccogliendo i frutti di lotte ed assassinii, perché come afferma anche l’autore di Gomorra, bisogna “costringere i capi dei clan a raccontare la verità perché ormai non hanno più scampo, sanno di non poter più vincere: questa potrebbe essere una vittoria della democrazia.”

image_pdfimage_print

Ultimi articoli