L’USA con l’Israele hanno attaccato l’Iran, notizia che non desta stupore.
La guerra vera e propria ha inizio ha inizio verso le 7,30 ora locale nel giorno della festività ebraica di Shabbat. Israele e Stati Uniti colpiscono più città iraniane, dove si segnalano esplosioni e colonne di fumo. “Israele ha lanciato un attacco preventivo contro l’Iran per rimuovere le minacce esistenziali alla propria sicurezza”. Lo ha annunciato il ministro della Difesa Israel Katz, dichiarando “stato di emergenza immediato in tutto il Paese” dove risuonano sirene d’allarme.
Donald Trump ha confermato l’operazione, affermando la necessità di tutelare i cittadini americani. Da quanto si apprende, Teheran avrebbe respinto ogni proposta di accordo, ogni tentativo di negoziazione sarebbe fallito.
L’attacco Israele USA è coordinato. Probabilmente è stato stabilito settimane fa, nell’incontro tra Donald Trump e Benjiamin Netanyahu a Washington. Poi Trump ha portato avanti la diplomazia, cercando la resa dell’Iran che non si è realizzata.
Intanto il Consiglio d’Israele ha invitato la popolazione ad evitare assembramenti soprattutto nei centri commerciali, che potrebbero essere dei punti nevralgici.
L’attacco USA Israele non sorprende l’Italia. La premier fa il punto con il ministro della Difesa Guido Crosetto e i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, oltre ai sottosegretari alla Presidenza Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, e i vertici dell’intelligence.
Ricordiamo che già dopo il 7 ottobre scorso, l’Iran era apparso in difficoltà, sia per quanto concerne la situazione interna, sia dal punto di vista economico. Trump ha attaccato un paese fortemente indebolito, incapace di difendersi. L’operazione del Presidente americano è volta a convincere Teheran a riaprire il dossier sul programma nucleare iraniano e ad accettare nuovi colloqui che portino allo smantellamento del programma di Teheran.
Non sarà una guerra lampo, l’obiettivo è quello di smantellare il centro di attacco iraniano più pericoloso e temibile, ha dichiarato il Ministro Antonio Tajani.
Per ora, si fa sapere, non ci sono criticità per i connazionali nella regione ma il ministro annuncia che l’Italia è “pronta all’evacuazione” degli italiani rimasti in Iran.

