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mercoledì, 1 Dicembre 2021

Gli scavi archeologici di Altilia

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Visitando gli scavi archeologici di Altilia, località afferente al comune di Sepino, in provincia di Campobasso, si ha la netta sensazione di trovarsi in un luogo al di fuori del tempo, in cui in modo speciale il passato sembra coesistere con il presente. Entrando da una delle quattro porte di ingresso, ci si imbatte in un borgo di stampo romano, dove però sono presenti tracce dei sanniti risalenti al loro primo insediamento nella zona, databili al IV secolo a.C., che convivono con le tombe alto-medievali e con il suggestivo teatro romano che supporta le case costruite dai contadini nel XVIII secolo.

Capitello ionico
Capitello ionico

Senz’altro l’emozione che si prova, passeggiando per le strade ancora vive di questo insediamento romano, è ancora grande e forte: basti pensare che la città è costruita sul Tratturo, che nella sostanza era un passaggio obbligato per le pecore e i pastori i quali transitavano dai monti abruzzesi per raggiungere le calde pianure pugliesi. La cinta muraria costituita dal calcare proveniente dal Matese si estende per circa 1270 metri e comprende un’area di circa 12 ettari la cui pianta è quadrangolare. La città ha quattro porte monumentali che nello specifico hanno ciascuna un loro nome: Porta Tammaro lungo il lato Nord Est, Porta Bojano nel lato Nord Ovest, Porta Benevento a sud est della cinta muraria e infine Porta Terravecchia a Sud Ovest.

Il mulino
Il mulino

All’interno del borgo romano di Altilia si possono mirare oltre al teatro romano, il complesso campus-piscina-porticus, la cui progettazione fu contemporanea a quella dello stesso teatro e che ospitava gli spettatori durante gli intervalli delle scene e fungeva anche da spazio per gli esercizi ginnici degli atleti e dei gladiatori. Vi è poi la basilica che ha pianta rettangolare e peristilio interno di venti colonne a fusto liscio, al cui apice vi sono capitelli ionici; all’interno della stessa vi è un’aula absidata preceduta dal tribunal columnatum, la tribuna adoperata dai magistrati del posto; il macellum poi è l’edificio adibito per il mercato, è dotato di un accesso rialzato rispetto al livello della strada, a cui è collegato mediante un passaggio pedonale. Al suo interno sono altresì visibili quelle che dovevano essere le botteghe a forma trapezoidale e rettangolare.

Addentrandosi nei meandri della città romana, si possono inoltre mirare edifici e rovine di una bellezza ragguardevole, oltre alla stessa strada che attraversa il borgo, anch’essa espressione di un’antichità che si rende presente agli occhi dei visitatori incantati da quel passato che poi tutto sommato, con un po’ di immaginazione, non sembra poi così lontano.

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