Gli anni zero

Quattordici. Sono gli anni del terzo millennio. Appena quattordici. Nemmeno una generazione di mezzo, eppure la storia ha subito un’accelerazione pazzesca da che il secondo millennio passava il testimone al terzo. Certo, non sorprende la tecnologia e il suo evolversi inarrestabile, come non sorprendono i processi di globalizzazione che stanno rendendo il Mondo un qualcosa di sempre più piccolo e compatto.

Uomini sempre più dipendenti dalle dinamiche di internet, sempre più piccoli nelle loro comunità, preoccupati da tutta una serie di problematiche sociali: precarietà, lavoro che stenta ad essere un diritto di tutti, l’insorgere di malattie che la medicina fatica a contrastare. In questo piccolo lasso di tempo anche la natura ha alzato la voce: catastrofi di vario genere hanno messo in ginocchio diverse parti del Mondo, basti ricordare per la sola Italia il micidiale terremoto d’Abruzzo, quello di San Giuliano di Puglia, per non parlare delle centinaia di migliaia di vittime dello tsunami che sconvolse il sud-est asiatico il 26 dicembre del 2004, uragani che anno dopo anno minacciano le Americhe in modo sempre più deciso.

Il 2000 si era manifestato da subito come un secolo turbolento, quando l’11 settembre del 2001 un attentato di portata epocale portava al crollo delle torri gemelle, provocando migliaia di morti all’inattaccabile potenza U.S.A.

Qualche anno più tardi, era il 2004, nasceva Facebook, e due anni più tardi Twitter. Nel giro di due anni vedevano la luce i due “social network” per antonomasia, quelli che oggi contano centinaia di milioni di utenti, colossi di borsa, e che a detta di molti sociologi, nel contesto generale del web e non solo, hanno operato una vera e propria rivoluzione culturale, mutando le abitudini e quindi la vita della maggior parte della popolazione mondiale.

Se è vero che i processi di produzione e di distribuzione si sono ormai conformati a quelli che sono i modi e i tempi di un mondo telematico, usare la dicotomia Terza rivoluzione industriale dovrebbe suscitare null’altro che consenso, in riferimento a questo nuova organizzazione del lavoro. E’ il web a dettare le regole di un gioco, quello economico, che oggi sembra quasi inadatto a questo momento storico, così lontano dal tempo in cui ha visto luce, così difficile da gestire nel computo di un orizzonte non più su scala regionale, bensì internazionale, mondiale. E la parola ‘crisi’ sempre più onnipresente di questi tempi.

Il 2000 ha davvero sconvolto le cose, rendendo il Mondo uno scenario iper-veloce e preda di facili isterie. Il Cattolicesimo, così come del resto tutte le grandi Religioni del Mondo, stanno progressivamente perdendo proseliti, e il risultato di questo dato si manifesta in una società sempre più atea e indisciplinata, convinta a modo proprio di possedere la Verità.

Questi, che passeranno alla storia come gli anni 00, saranno ricordati come gli anni dell’euro, di wikipedia, di youtube e dell’I-phone; quelli di transizione verso una nuova epoca, un’epoca tanto lontana dal secolo che ha salutato da lasciar credere che il mondo stia procedendo a velocità via via sempre più esponenziali. Mutati i meccanismi del processo economico, nuovi i valori a cui le persone si ispirano: negarlo sarebbe ipocrisia dell’intelletto. Viviamo la nascita della generazione cibernetica. Al culmine di questa nostra indagine, non resta che osservare l’evolversi degli eventi, auspicando dinamiche in grado per davvero di far fare quel salto di qualità alla vita di tutti. Direbbe il Manzoni: “Ai posteri l’ardua sentenza”.

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