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giovedì, 20 Gennaio 2022

Giuseppe Di Tommaso: “Un’emozione unica ritrovare Nicola”

La Redazione del XXI SECOLO ha raggiunto telefonicamente il giornalista Rai, che cordialmente ha risposto ad alcune domande sulla vicenda. 

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Giuseppe Di Tommaso è il giornalista Rai, che ha ritrovato il piccolo Nicola Tanturli, sparito lo scorso 21 giugno al Mugello.

La Redazione del XXI SECOLO ha raggiunto telefonicamente il giornalista Rai, che cordialmente ha risposto ad alcune domande sulla vicenda.

Giuseppe Di Tommaso, grazie per aver accettato questa intervista telefonica, come sta e cosa è successo esattamente quel giorno, quando il bambino è stato ritrovato?

Grazie a Voi. Io sto abbastanza bene, nonostante sia scivolato proprio nell’area dove ho ritrovato il piccolo Nicola Tanturli.  

Ricordiamo che il bambino, di soli due anni, era scomparso lo scorso 21 giugno da Palazzuolo sul Senio, dove abita con i genitori e il fratello maggiore, protagonista qualche anno fa di una vicenda analoga.

Quella mattina mi stavo recando con la troupe de La vita in diretta presso casa del piccolo, quando improvvisamente, avanzando tra la fitta vegetazione, ho udito la voce di un bambino che chiamava – mamma. 

Appena ha sentito la voce, ha capito subito che si trattasse di Nicola o ha avuto qualche titubanza?

“Quando il piccolo Nicola ha scandito la parola mamma, per accertarmi che fosse realmente la voce di una persona e non il verso di un animale, l’ho chiamato, e lui teneramente l’ha ripetuta di nuovo. A quel punto, mi sono avvicinato al perimetro del burrone che è molto profondo, ma sono scivolato. Mi sono ritrovato all’interno della scoscesa, impervia e ricca di vegetazione, in condizioni tutto sommato buone, con un piede dolorante, ma ero solo. La troupe era salita verso casa dei genitori del piccolino, e lì non c’è copertura telefonica. 

Improvvisamente ho sentito un’automobile arrivare, erano i carabinieri che si preparavano a perlustrare nuovamente la zona. A fatica mi sono alzato e ho provato a spiegare quanto accaduto ad un carabiniere, che stentava a crederci, soprattutto perché la zona era già stata perlustrata. Avevo trovato Nicola, e l’emozione in quel momento era tanta, tantissima”.

Una volta diffusa la notizia, le immagini del piccolo Nicola, fortunatamente illeso, tra le sue braccia, è circolata rapidamente. Il punto in cui si trovava era in qualche modo protetto dalla vegetazione che forse ha evitato il peggio?

“Sì, la prima cosa che ho fatto, insieme al carabiniere intervenuto, è stata quella di prendere Nicola in braccio, dopo essermi accertato che non avesse gravi lesioni. Era spaventato e continuava a chiamare la mamma, ma si aggrappava a me, una sensazione indescrivibile.

Si trovava dietro ad un cespuglio, e probabilmente proprio questo aspetto lo ha in qualche modo protetto. Il bosco, soprattutto di notte, è pieno di animali pericolosi, lui era solo, esposto ad un forte rischio. I sanitari dell’ospedale pediatrico Meyer dove è stato trasportato, hanno spiegato che fosse fortemente disidratato e quindi ha rischiato molto”.

Al di là dell’aspetto prettamente mediatico, la storia del piccolo Nicola ha sollevato tanti dubbi, nonostante i genitori non siano accusati di nulla. Cosa pensa a tal riguardo?

“Come ha detto, i genitori di Nicola, non sono accusati di niente. Gli inquirenti si sono accertati di come effettivamente sono andate le cose, e il bambino ora è di nuovo a casa sua, circondato dall’affetto dei suoi cari.

Per quanto riguarda la – Gogna mediatica – quella è consequenziale, c’è sempre e non si può far nulla per evitarla. L’importante è che il bambino sia stato ritrovato sano e salvo.  I genitori hanno deciso di vivere lontano dalla modernità, senza elettricità, vivendo di ciò che personalmente riescono a produrre, e questa è una scelta sulla quale nessuno dovrebbe metter bocca”.

Il ricordo più bello, che resterà impresso nella mente di Giuseppe Di Tommaso? indipendentemente dall’ambito prettamente giornalistico. 

I baci che Nicola mi mandava con la sua manina e il suo sguardo che teneramente mi guardava quando l’ho trovato. Continuava a chiamare – mamma, giustamente, ma dopo poco si era tranquillizzato e vederlo lì, seduto nella macchina dei carabinieri, è stato dolcissimo”.

 

Ringraziamo il giornalista Giuseppe Di Tommaso per aver risposto alle nostre domande.

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