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giovedì, 27 Gennaio 2022

Girone unico: quando il calcio era “spettacolo”

Il Girone Unico fu un passo decisivo per il calcio italiano che si avviava verso la modernità.

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Girone unico, una delle costanti tra chi parla di calcio e di partite, magari la domenica dopo pranzo, prima di un match. Ma cosa si intende con tale definizione? Scopriamolo insieme.

Girone unico: storia del calcio 

Nel 1897 il Genoa vince il primo scudetto, ma trascorreranno ancora trenta anni prima che il calcio italiano, diventi realmente maturo, con la nascita del Girone Unico.

La nascita del Girone Unico in Italia come in Spagna, o come in Francia, nacque grazie ad una serie di fattori che si concretizzarono dagli anni Venti in poi. In quei tempi, quasi si avvertiva quello che poi è stato definito un vero e proprio ”bisogno” dello spettacolo calcistico.
La grande fortuna dei tornei olimpici del 1924 e del 1928, aprì le pagine dei giornali a nuovi nomi, leggendari, arrivati da oltre oceano, che colpivano la fantasia popolare.

Il 6 ottobre del 1929 prendeva il via il primo campionato italiano di calcio strutturato in un unico girone.

Una prima volta che in realtà non è pienamente tale; infatti, tra il 1909 e il 19010 era stato condotto un esperimento tra dieci squadre italiane, per il titolo di Campione d’Italia, da giocarsi in un torneo unico con gare di andata e ritorno. Quell’esperimento non ebbe gran successo e soprattutto non è passato agli annali come esempio di primo girone italiano.

Bisognerà aspettare il 1926 prima, con l’istituzione de La carta di Viareggio che stabiliva l’identità dei campionati e poi il 1929.

A partire da quella data, fu necessaria una vera e propria conversione del vecchio football al calcio inteso come gioco d’interesse per tutti. In quel periodo, cresceva l’interesse della politica per lo sport, in particolar modo e le il calcio, e la parola football man mano perdeva spessore e significato.

Calcio: cosa è cambiato nel corso del tempo

Già nel 1927 Zanetti tentò di fare in modo che il campionato nazionale si strutturasse su due gironi, evitando quindi la suddivisione regionale, ritenuta discriminante. 

Il 1929 fu siglata una intesa con il gerarca Leandro Arpinati, divenuto presidente della Federazione che decise di provare ad utilizzare fattivamente il girone unico, con 16 partecipanti e la prospettiva che vi fossero incluse almeno cinque o sei squadre del centro-sud.

Il Girone Unico fu un passo decisivo per il calcio italiano che si avviava verso la modernità,

Ricordiamo che il Girone all’italiana è una particolare formula di gioco che prevede più di due partecipanti e lo svolgimento di incontri diretti tra tutti i partecipanti (intesi come individui oppure squadre) in tutti gli abbinamenti possibili.

L’Italia che agli albori accolse il calcio, inteso come vero e proprio sport, era un Paese povero, estremamente povera quella che alla fine del XIX secolo accoglie il calcio, ossia il passatempo proveniente dall’Inghilterra, che ha a sua volta rielaborato ed arricchito un gioco proveniente dalla Cina, vietato durante il Medioevo perché fonte di tragedie e risse.

Dunque, tutt’altro rispetto ad oggi, fortemente opposto a quanto succede oggigiorno nel cosiddetto indotto del calcio italiano, tra gironi vari, calciomercato, compravendita di giocatori, contratti super miliardari e gossip.

La serie A italiana oggi fa sognare: mescola, modifica e rivoluziona il calcio, facendo battere i cuori dei tifosi all’impazzata, con uno sguardo volto al passato, quando tutto ebbe inizio. 

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