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Giovanni Bosco: il santo devoto ai giovani

San Giovanni Bosco, nato Giovanni Melchiorre Bosco,  fu un presbitero e pedagogo italiano, fondatore delle congregazioni dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Il santo è stato canonizzato da papa Pio XI nel 1934. Inoltre, viene ricordato per l’enorme impegno profuso nel recupero dei giovani in difficoltà.

Giovanni Bosco nacque il 16 agosto del 1815 in una semplice cascina, dove attualmente vi è la Basilica di Don Bosco; nella frazione ‘I Becchi’ del comune di  Castelnuovo d’Asti (successivamente rinominato Castelnuovo Don Bosco).

Giovanni Bosco: I primi anni di vita del santo

Nacque in una famiglia di contadini. Il padre, Francesco Bosco, nel 1811 era rimasto vedovo della prima moglie Margherita Cagliero; dalla quale aveva avuto due figli: Antonio e Teresa Maria, quest’ultima morì nel 1810, due giorni dopo la nascita.

Quando Giovanni aveva due anni, il padre sviluppò una forma molto aggressiva di polmonite; che lo portò alla morte l’11 maggio del 1817, alla giovane età di 33 anni.

Francesco Bosco lasciò la moglie Margherita con tre figli da crescere: Antonio, Giuseppe e Giovanni e con la madre, Margherita Zucca, il cui stato di salute era già provato.

A nove anni Giovanni Bosco fece un sogno, che in seguito lo stesso santo definì “profetico” e che condivise coi ragazzi del suo Oratorio: il giovane Giovanni sognò un ampio cortile, gremito da ragazzi vocianti. Nel tentativo di sedare l’insistente brusìo, il santo cercò di imporsi alzando la voce. A quel punto venne fermato da un uomo ben vestito, ammantato da un’aura mistica, il quale gli disse di avvicinare i ragazzi con gentilezza e comprensione. Successivamente, nel sogno apparve una seconda figura, vestita di un manto luminoso, che gli diceva di guidare i ragazzi così come si guidano gli agnelli.

Secondo la ricostruzione dello storico  Pietro Stella, il sogno in questione sarebbe stato influenzato dalla frase che Gesù riporta a San Pietro: “Pasci le mie pecorelle”. 

Gli studi in seminario e il sacerdozio

Giovanni Bosco si trasferì a Chieri, dove alloggiò in casa di Lucia Matta. Per mantenere gli studi fece i lavori più disparati: garzone, cameriere, addetto alla stalla. A Chieri diede vita alla Società dell’Allegria, con la quale, assieme ad altri giovani, cercava di far avvicinare alla preghiera i ragazzi attraverso giochi di prestigio.

Nel marzo 1834 Decise di vestire l’abito clericale, entrando in seminario. Giovanni superò l’esame, che si tenne a Torino al seminario di Chieri, il 25 ottobre prese l’abito ecclesiastico e il 30 ottobre 1835 fece il suo ingresso in seminario.

Il 5 giugno 1841 divenne prete nella cappella dell’Arcivescovado di Torino. Ottenuto tale titolo, ricevette alcune proposte lavorative come istitutore a Genova o come cappellano. Egli declinò tutte le offerte a causa di una inclinazione all’umiltà, sia nel rispetto di Giuseppe Cafasso, che accusava i sacerdoti di ingordigia.

San Giovanni Bosco perì di bronchite, il 31 gennaio 1888, a Torino. Le sue spoglia riposano in un’urna, nel Santuario di Maria Ausiliatrice.

Al centro del pensiero pedagogico del santo abbiamo tre parole: ragione, religione, amorevolezza. Il suo sistema preventivo era animato da un amore incondizionato per i così detti ragazzi ‘traballanti’, giovani in difficoltà che cercò di salvare per tutta la vita.