18.1 C
Napoli
mercoledì, 5 Ottobre 2022

Giornata internazionale dell’epilessia in Italia

Da non perdere

8 Febbraio, oggi è la giornata mondiale dedicata all’epilessia. Questa patologia è curabile con farmaci, ma non sempre: il 40% dei casi infatti ha mostrato una resistenza ai farmaci, in percentuale del 15% si può invece intervenire chirurgicamente. Sono circa 65 milioni le persone nel mondo a soffrirne, la malattia è molto più diffusa di quello che si creda, si pensi che il 5% della popolazione almeno una volta nella propria vita ha avuto quella scossa elettrica che attraversa tutta la corteccia o il tronco celebrale provocando l’attacco epilettico. Nell’1% delle persone questa condizione si ripete nel tempo, in quel caso infatti si parla di epilessia.

L’AICE (Associazione Italiana Contro L’Epilessia) lancia un bando ed un premio in denaro per la ricerca scientifica che ha curato l’aspetto medico della malattia.

Le crisi di epilessia sono causate da fattori che aumentano l’eccitabilità elettrica delle cellule nervose, ad esempio l’uso o la sospensione immediata di alcuni farmaci. Altre cause di epilessia sono alcune tipologie di droghe o alcool, certi tipi di febbre, la mancanza di sonno o anche fattori metabolici e genetici.

Vi sono tipologie differenti di epilessia, la primaria che si manifesta in età infantile o adolescenziale , di solito non si ha un vero e proprio fattore scatenante. Le epilessie secondarie invece, insorgono dopo i 40 anni, e possono essere scatenate da tumori e traumi celebrali, dalla trombosi dei seni cerebrali venosi, malformazioni vascolari e malattie infiammatorie del cervello, o anche sclerosi multipla.

L’esame che rileva l’attività elettrica del cervello è l’elettroencefalogramma, fondamentale per la diagnosi dell’epilessia, un altro esame è la risonanza magnetica o TAC cerebrale.

Un’altra indicazione per i casi resistenti ai farmaci è la  stimolazione del nervo vago, con l’impianto di un elettrostimolatore. Il meccanismo per cui funziona ancora non è noto, ma  riesce a rendere il cervello meno suscettibile alla formazione di focolai epilettici.

image_pdfimage_print

Ultimi articoli