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giovedì, 27 Gennaio 2022

Giorgio Napolitano rassegnò le dimissioni il 14 Gennaio 2015

Dopo quasi 9 anni il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha lasciato l'incarico al Quirinale, al suo posto venne eletto Sergio Mattarella

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Da qualche settimana a questa parte tutto viene letto in funzione delle elezioni al Colle. In giorni di frenesia come questi, non possiamo non rammentare uno degli episodi politici più salienti della nostra Costituzione: le dimissioni di Giorgio Napolitano dal secondo mandato.

Il 14 Gennaio 2015Giorgio Napolitano si è dimesso da Presidente della Repubblica. Alle ore 12 in punto ha lasciato il Quirinale, dopo avere ricevuto gli onori ed il commiato militari, ed aver salutato i propri collaboratori.

Le dimissioni non sono state un fulmine a ciel sereno, lo stesso Giorno Napolitano le aveva annunciate durante il tradizionale discorso di fine anno.

Giorgio Napolitano era presidente della Repubblica dal 2006. Era stato rieletto per il secondo mandato nel 2013, al fine di sbloccare la complicata situazione politica e parlamentare creatasi in occasione dalle elezioni politiche, ma aveva sempre ammesso di considerare il suo eccezionale secondo mandato a tempo: nel discorso di fine anno del 2013, infatti, Napolitano anticipò che sarebbe rimasto presidente “fino a quando la situazione me lo farà ritenere necessario e possibile, fino a quando le forze me lo consentiranno, dunque di certo per un tempo non lungo”.

Le funzioni del Presidente della Repubblica vennero assunte dal Presidente del Senato, Pietro Grasso, che ha stabilì momentaneamente la sede a palazzo Giustiniani, a Roma.

Con un rapido e ampio consenso, il 31 Gennaio 2015, come suo successore, venne eletto Sergio Mattarella. Sergio Mattarella prestò giuramento, davanti al Parlamento riunito in seduta comune integrato dai delegati regionali, rivolgendo un ringraziamento particolare al presidente emerito Giorgio Napolitano, facendo seguire un messaggio alla Nazione al termine, Mattarella si recà all’Altare della Patria, dove rese omaggio al Milite ignoto.

La crisi ha aumentato le ingiustizie e mette a rischio l’unità nazionale. Servono iniziative per la crescita economica, soprattutto in Europa per rafforzare il processo democratico.”, queste le sue prime parole.

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