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mercoledì, 28 Settembre 2022

Giorgia Soleri vuota il sacco: ecco tutta la verità sulla mia vita

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Giorgia Soleri vuota il sacco e sceglie di farlo con il Corriere della Sera. Tanti gli argomenti toccati dalla fidanzata di Damiano David, frontman dei Maneskin.

Dagli haters alla malattia con cui deve convivere. E poi la passione per la poesia, l’infanzia non facile e la scelta di non depilarsi e la popolarità sui social.

Giorgia Soleri vuota il sacco: ecco tutta la verità

“Ho avuto un’infanzia difficile, i miei si sono separati quando avevo 4 anni. Ho rivisto mio padre qualche settimana fa…” racconta sottolineando il libro di poesie intitolato La signorina Nessuno. Come è nato il titolo? “È un personaggio che mi tiene compagnia da anni. Quando la mia relazione non era ancora nota, io, in fondo, ero la signorina Nessuno. E nelle poesie parlo di solitudine e di amore, di dolore e di cose riacchiappate per un soffio. Oggi un nome ce l’ho, e posso dire che c’è anche tanta codardia in quel soprannome”.

Codardia manifestata quando aveva paura di pronunciare alcune cose con il loro nome come per esempio “vulva”. Oggi le cose sono cambiate e non ha paura di scandire certi termini. “Ma non è stato facile diventare amica del mio corpo” racconta.

A proposito del corpo: “Ho cominciato a fare la modella a sedici anni per pagarmi le attrezzature fotografiche. Ho sempre voluto fare fotografie e scrivere. Ripenso a quel periodo con un brivido. Vivevo male il mio corpo, lo sentivo come qualcosa che dovevo “vendere” per lavorare”.

Quel corpo da “vendere” è poi stato colpito dalla sofferenza fisica, con la quale deve convivere: “Poi è arrivato il dolore. Lancinante, terribile, che parte dalla vulva e si irradia alla vescica, notti senza sonno e nessuno che ti prende sul serio. “Ho la cistite”, dicevo. E quelli accanto a me, con sarcasmo: “Ancora?!”. Quando è arrivata la diagnosi sono uscita dallo studio del medico e ho cominciato a piangere”.

Vulvodinia e neuropatia del pudendo e di conseguenza l’attenzione alla lotta in Parlamento per riconoscere entrambe le patologie come malattie croniche e invalidanti: “Non è facile raccontarsi quando si possiede un corpo che è, al tempo stesso, molto bello e portatore di un dolore fisico indicibile. Mi sono operata nell’estate del 2021 per l’endometriosi e per un po’ sono stata bene. Poi qualche tempo fa, il dolore è tornato. Feroce. Sono rimasta a letto per settimane, le amiche facevano i turni per sollevarmi a braccia per farmi andare in bagno o per farmi mangiare. E allora ecco i farmaci. Oppioidi, fortissimi. Avevo le allucinazioni. Ora va meglio, ma so già che dovrò fare i conti con questo per sempre”.

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