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venerdì, 19 Agosto 2022

Germania e Belgio: Test clinici sul vaccino

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Emanuela Iovinehttps://www.21secolo.news
Ambiziosa, testarda e determinata. Napoletana ma residente a Gallarate. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", presentando una tesi dal titolo: "Tendenze Linguistiche del Giornalismo dalla carta al web". Iscritta dal Novembre 2016 all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania. Diplomata nel Giugno 2013 in danza classica e moderna e attualmente docente di lettere.

Germania: Il Presidente del Consiglio di vigilanza, Jean Stéphenne, della società biofarmaceutica tedesca, CureVac, ha annunciato ad alcuni media belga, che nei prossimi mesi sarà dato il via ai primi test clinici per il vaccino anti Covid-19. Durante la videoconferenza ha infatti asserito: “Per diversi mesi siamo stati in contatto con le autorità tedesche e belghe per cercare una cura. Trenta potenziali vaccini contro Sars-CoV-2 sono già in fase di sviluppo in tutto il mondo”.

La società ha sede a Tubinga nella Germania sud-occidentale e si occupa di sviluppare terapie basate sull’RNA messaggero, con cui le cellule vengono istruite per produrre particolari tipi di proteine allo scopo di creare vaccini utili per combattere malattie infettive. Creati anche farmaci antitumorali e per la cura di altre malattie rare.

Secondo quanto riferito dal Presidente di vigilanza di CureVac, i test sul vaccino contro il Covid-19 avranno inizio a giugno 2020 sia in Germania che in Belgio. La data potrà slittare massimo di un mese e a fare da cavie umane saranno 2000-3000 persone.. La prima fase coinvolgerà individui adulti e in buona salute, che hanno dimostrato di essere “immuni” al virus. In una seconda fase dell’esperimento, invece, il vaccino sperimentale sarà iniettato in persone che sono state contagiate dal virus e solo la terza e ultima fase coinvolgerà la fascia di popolazione più esposta, gli anziani. Ovviamente tutto ciò avverrà dopo aver effettuato test sulla sicurezza e il dosaggio del vaccino. Jean Stéphenne ha inoltre dichiarato: “Dopo aver raccolto i vari risultati ottenuti metteremo al corrente le autorità e gli scienziati, per iniziare con loro una discussione e capire se il vaccino potrà essere utilizzato”.

Secondo la società biofarmaceutica, la nuova tecnologia potrà rivelarsi molto utile per combattere il Covid-19 anche se tutto dovrà avvenire con calma e seguendo le dovute precauzioni. Fondamentale sarà esaminare i tipi di anticorpi indotti dal vaccino, ma anche capire quale sarà la risposta immunitaria che ne verrà fuori.

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