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giovedì, 27 Gennaio 2022

Germania approva Legge salario minimo

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Erminia Vocciahttps://www.21secolo.news
Ha conseguito la laurea magistrale in “Relazioni Internazionali” presso l’Università “L’Orientale” di Napoli, si interessa di politica mondiale e di temi legati al rispetto dei diritti umani. Ama leggere, viaggiare e conoscere culture diverse. Crede nell’ informazione come servizio per un mondo meno distratto e più consapevole.

Il 3 luglio, in Germania, ha superato la prova del voto la Legge sul salario minimo.  Il Bundestag ha approvato la Legge che permetterà ai lavoratori tedeschi di guadagnare non meno di 8,50 euro lordi all’ora. Tuttavia non mancano polemiche ed eccezioni.

La Legge era uno degli obiettivi fissati dal patto di governo che a dicembre aveva portato alla formazione della grande coalizione tra il partito di centrodestra di Angela Merkel, il CDU, e quello di centrosinistra SPD.  Il disegno di Legge sul salario minimo, per poter entrare in vigore, necessita del voto favorevole del Consiglio federale tedesco, che non si è ancora pronunciato.  La norma dovrebbe permettere un aumento di stipendio per circa 3,7 milioni di persone, ma tra coloro che non beneficeranno di tale aumento ci sono i minorenni, la categoria degli stagisti, quella dei lavoratori stagionali; e anche a chi è stato disoccupato per molto tempo, per i primi sei mesi di lavoro, non verranno garantiti gli 8, 50 euro lordi all’ora.  La decisione, come era prevedibile, ha suscitato un coro di polemiche: il timore è che la Legge comporti una drastica riduzione degli stage, che sono considerati utili non solo alle aziende, ma anche ai lavoratori, in particolare ai giovani. L’emendamento relativo ai contratti di stage è stato discusso a lungo durante i lavori che hanno portato all’approvazione della Legge, e la decisione di escludere gli stagisti è arrivata nelle ultime fasi, nonostante fosse stata fortemente criticata dal leader del sindacato dei Ver.diFrank Bsirske.

L’altra preoccupazione riguarda la delocalizzazione delle attività produttive. Molte imprese infatti potrebbero trovare molto più conveniente spostare la produzione verso i paesi in cui il costo del lavoro è più basso. Secondo alcune stime, la Legge potrebbe portare alla perdita di circa 900mila posti di lavoro, in particolare tra i lavoratori non specializzati, ma a detta di alcuni economisti, tale norma potrebbe favorire l’economia tedesca riuscendo a rendere il paese più competitivo e nel lungo termine avere ricadute positive sui consumi attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro.

La norma verrà introdotta il 1 gennaio 2015, tuttavia le imprese avranno due anni per adeguarsi. La Germania, insieme all’Italia, era uno dei pochi paesi europei a non avere una Legge sul salario minimo, fino ad ora erano i rappresentanti delle imprese e i sindacati a decidere la paga dei lavoratori. Nel nostro Paese dunque non esiste ancora una Legge che assicuri ai lavoratori un salario minimo garantito, un diritto che pare sarà negato ai lavoratori italiani ancora per molto tempo.

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