“Generazione Diabolika”,liberazione musicale e morale

L'impatto del Diabolika sulla gioventù degli anni 2000 è paragonabile a quello dello studio 54 di New York, per le tendenze musicali emerse, quanto per la capacità di liberazione morale e sessuale.

Approda a Napoli un evento imperdibile per comprendere quello che da mero party divenne un emblema del fenomeno di costume del popolo della notte, “Generazione Diabolika”.

Nelle sale della Galleria Toledo di Napoli, arriva il prossimo 29 luglio 2019 il docufilm diretto da Silvio Laccetti e prodotto da quest’ultimo insieme a Giuseppe di Rienzo e Gianmarco Capri.

Lancetti si avvale delle testimonianze dirette di coloro che sono stati protagonisti di Diabolika, la storia del party che ha rivoluzionato la concezione della stessa musica da club, traghettando esperienze musicali, ma anche il costume e la liberazione morale e sessuale del mondo giovanile degli anni 2000.

“Generazione Diabolika” ritrae quel clima infernale e trasgressivo, divenuto sinonimo della stessa Diabolika, il cui motto era “mordi la mela, che si vive meglio” capace di superare tutte le concezioni e  tipiche barriere della musica elettronica o house in voga negli anni 2000, facendosi l’epicentro per la successiva evoluzione della musica da club europea e per il suo pubblico, come si evince dal titolo.

La funzionalità della musica è speculare al ruolo avuto dalla disco-music e dal newyorkese Studio 54 negli anni 70′, basta pensare all’impatto avuto nell’evoluzione dei costumi afroamericani, quanto su quelle del mondo omosessuale.

All’interno del docufilm prenderanno forma gli aneddoti dello storico evento, attraverso le parole dei protagonisti-fondatori, tra cui primeggia certamente l’ex parlamentare e attivista  Vladimir Luxuria, quanto l’intero mondo musicale che ha reso leggendarie le serate nello storico locale romano, come i dj Emanuele Inglese, D.Lewis Emix, Paolo Bolognesi, Simone Lp e del vocalist Henry Pass. 

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