17.4 C
Napoli
mercoledì, 7 Dicembre 2022

Gaetano Scirea e la legge di Nereo Rocco

Primo a vincere tutte le competizioni Uefa con la maglia della Juventus, eroe del Mundialito, la figura di Gaetano Scirea ad oggi è l'exemplum di un calcio sia elegante, tecnico e moderno che spostava gli equilibri mantenendo un'etica, il fair-play.

Da non perdere

Domenico Papaccio
Laureato in lettere moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II, parlante spagnolo e cultore di storia e arte. "Il giornalismo è il nostro oggi."

Il 3 settembre di trent’anni fa un fatale incidente in una frazione polacca, Babsk, portava via la vita di un esempio calcistico arduo a riscontrare, per ruolo e caratteristiche, quanto per fair-play, umiltà e signorilità, al punto che il 2011 in una loro canzone gli Stadio lo affiancarono insieme ad un’altra icona del calcio che non c’è più come l’eroe della Grande Inter di Herrera Giacinto Facchetti, Gaetano Scirea.

Il “Gai”, dai primi passi all’Atalanta, negli anni 70′ e 80′ diventa un’icona di stile sportivo. Nel 1993 l’ ex numero 6 della Juventus e della nazionale era divenuto da poco dirigente nella nuova Juventus di Boniperti. Come osservatore si era recato nella cittadina polacca per studiare la prossima avversaria della Juve in coppa Uefa, il Gornik Zabrze. Un tamponamento da parte di un furgone strappò alla vita Scirea e il suo autista.

Dello Scirea calciatore e campione si può parlare in modo infinitesimale, primo giocatore ad aver vinto tutte le competizioni Uefa con la maglia della Juventus, campione del mondo nel mondiale spagnolo del 1982.

Da libero, costituì insieme ad altre grandi personalità del calcio come i compagni di team in bianconero ed in azzurro Dino Zoff, Claudio Gentile e Antonio Cabrini ed altri interpreti tattici come Giovanni Trapattoni ed Enzo Bearzot una tipologia di gioco difensivo che sarà l’emblema del nostro calcio, poggiante su catenaccio e ripartenza.

All’eleganza e allo scatto, Scirea univa quella modernità del ruolo difensivo inaugurata dal “Kaiser” della Germania Ovest, Franz Becknbauer, capace di spostare la squadra e il gioco in avanti a mo’ di regista, come un puro numero 10 confinato ma non sempre, pronto a sventare l’azione ma con l’ardimento di crearla e sospingerla come un condottiero.

Ma la guerra nel calcio di Scirea è sempre stata pulita e cortese. Come il nerazzurro Facchetti, anch’egli nella sua lunga carriera non ha conosciuto il cartellino rosso, né tanto meno liti anche quando i nervi diventavano tesi in campo o fuori, divenendo oggi modello per l’avvenire delle nuove generazioni sportive e calcistiche come esemplificato nell’evento nato nel 1990 Coppa Gaetano Scirea, torneo internazionale di calcio per la categoria Allievi, annualmente ospitato dalla città di Matera e comuni limitrofi.

Per chiosare Nereo Rocco:<< Nel calcio come nella vita >>.

image_pdfimage_print

Ultimi articoli