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lunedì, 3 Ottobre 2022

La fuga del Made in Italy

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Raffaele Della Rotonda
Collaboratore XXI Secolo.

Non sono solo i cervelli a fuggire dall’Italia. Negli ultimi anni, mentre molte imprese sono in default, altre, nonostante abbiano una tradizione, una storia e offrano prodotti di estrema qualità, vengono acquistate da società e gruppi extraitaliani.

Dal 1998 ad oggi sono state vendute, ed acquisite da società estere, centinaia di imprese italiane che hanno fatto la storia e la fortuna del nostro Paese. Tra le società che hanno contribuito a rendere celebre il Made in Italy, attualmente non più di proprietà italiana, si ricordano: Locatelli, Algida, Fendi, Peroni, Lucchini, Wind, Riso Scotti.

Da non tralasciare, inoltre, i brand che hanno formalmente mantenuto la proprietà italiana ma che di fatto hanno trasferito stabilimenti produttivi e sedi sociali all’estero.

Solo negli ultimi quattro anni, infatti, circa 500 aziende italiane sono fuggite all’estero. Uno degli ultimi marchi celebri che ha perso la proprietà italiana è stata Pasta Garofalo, a giugno del 2014, acquisita per il 52% dalla spagnola Ebro Foods. Secondo i dati diffusi da Coldiretti, il valore dei soli marchi alimentari italiani venduti all’estero dal 2008 supera i 10 miliardi di euro.

Ad oggi, si stima che le società estere hanno speso circa 55 miliardi di euro per portarsi via i marchi italiani più famosi, soldi che non hanno portato alcun valore aggiunto alla comunità che invece si è vista depredata di una ricchezza inestimabile.

Di seguito i principali marchi fuggiti dall’Italia:

1998
Locatelli (Svizzera)
San Pellegrino (Svizzera)

1999
Algida (Unilever)

2000
Emilio Pucci (Arnault, Francia)
Fiat Ferroviaria (Alstom, Francia)

2001
Bottega Veneta (Francia)
Fendi (Francia)

2003
Peroni (Sudafrica)
Sps Italiana Pack Systems (Usa)

2005
Acciaierie Lucchini (Russia)
Benelli (Cina)

2006
Carapelli, Sasso e Bertolli (Spagna)
Galbani (Francia)

2008
Osvaldo Cariboni (Alstom, Francia)

2009
Fiat Avio – divisione Fiat per il settore aerospaziale (Usa,Inghilterra)

2010
Fastweb (Svizzera)
Belfe (Sud Corea)
Lario (Sud Corea)
Boschetti alimentare – confetture (Francia)

2011
Gancia (Russia)
Fiorucci (salumi) (Spagna)
Parmalat (Francia)
Bulgari (Francia)
Brioni (Francia)
Wind (Russia)
Edison (Francia)
Mandarina Duck (Sud Corea)
Loquendo – leader nelle tecnologie di riconoscimento vocale (Usa)
Eridania – zucchero (Francia)

2012
Star (Spagna) – controlla i marchi RisoChef, Pummarò, Sogni d’Oro, GranRagù Star, Orzo Bimbo ed Olita
Ducati (Germania)
Eskigel – produzione gelati per varie catene di supermercati (UK)
Valentino (Qatar)
Ferretti – nautica (Cina)
AR Pelati – pomodori (Giappone)
Coccinelle (Sud Corea)
Sixty (Cina) – proprietaria dei marchi Miss Sixty e Energie

2013
Richard Ginori (venduta a Gucci, Francese)
Loro Piana (Francia)
Pernigotti (Turchia)
Chianti Gallo Nero Docg (Cina)
Pomellato (Francia)
Scotti Oro (Spagna per il 25%)

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