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sabato, 26 Novembre 2022

Fuerzas Urbanas: il Venezuela alla Biennale di Venezia

Politica sul territorio, architettura come supporto, Governance ed organizzazione collettiva, democratizzazione della conoscenza e costruzione del paesaggio. Questi i 6 assi tematici del padiglione venezuelano dedicato alle Fuerzas Urbanas, alla 15esima Mostra internazionale di Architettura a Venezia.

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Andrea Tarallo
Collaboratore XXI Secolo. Laureato in “Scienze Storiche” presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II” con una tesi sulla storia politica e economica dell’Argentina tra XX e XXI secolo

“We will understand what architecture is when our lives depend on it”. È questa frase anonima riportata su una delle pareti del padiglione uruguayo all’interno della 15esima Mostra internazionale di Architettura – che andrà in scena a Venezia nei Giardini dell’Arsenale dal 28 maggio al 27 novembre – che a mio avviso più di qualsiasi altra incarna lo spirito della Biennale 2016. Nel leggerla, le prime immagini che mi sono venute in mente sono quelle provenienti dai paesi del socialismo reale. Migliaia se non milioni di stalinki, khrushchevki e brezhnevki tutte uguali da Berlino est fino a Vladivostok. Unità abitative popolari che devono il loro nome ai vari leader dell’Unione Sovietica dal 1922 al 1982: Josip Stalin, Nikita Krusciov e Leonid Brèžnev. Guai a classificarle come meri simboli di un’epoca sotto la generica etichetta di architettura sovietica; perché esse sono state prima di tutto una rappresentazione delle idee sociali dei leader che si sono succeduti alla guida del Cremlino. Per circa 60 anni, le mura delle kommunalka (case popolari) hanno realizzato in maniera concreta l’uguaglianza tra “compagni” proclamata dal partito, rendendo però lo spazio urbano anonimo e monotono, e piatte e grigie le vite di milioni di persone.

Biennale_Venezia_Venezuela_FuerzasUrbanas_21secoloMa ormai, anche i più ferventi “nostalgici funzionali” del blocco sovietico come Alexander Kerner del film Good bye, Lenin! devono fare i conti che il futuro dell’architettura passa per le cosiddette “forze urbane”. Anzi, il futuro dell’architettura sono le forze urbane stesse! Una realtà questa che è stata già da tempo recepita dal Governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela. Nel catalogo distribuito all’ingresso del Padiglione venezuelano, dedicato per l’appunto alle Fuerzas Urbanas, si legge infatti: “Dinanzi all’inevitabile fallimento del paradigma moderno, per tenere insieme le dimensioni strutturali del paesaggio e rispondere alle domande dei contesti emergenti, in Venezuela sorgono processi sperimentali basati nella soggettività autogestita come una ricerca che legittima il sistema di partecipazione trasversale tra le forme di vita pubblica”.

Fuerzas Urbanas90 cartoline contenenti le schede dei progetti e divise per assi tematici mostrano e raccontano dei primi 15 interventi di riqualificazione urbana realizzati per consolidare i tessuti urbani di alcuni quartieri sorti in modo spontaneo in 8 città del Paese. 15 interventi discreti che, alla stregua di “micro-chirurgie” urbane, hanno visto la partecipazione attiva della popolazione e la presa di decisioni collettive sotto la supervisione di 100 giovani architetti venezuelani, indipendenti, provenienti da diversi studi di progettazione – quali: 439 Estudio, Abono, Aga, Asymetric, CoDa, Colectivo Animal, Lab.Pro.Fab. , Oficina Lúdica, Maan, Pico studio, Pgcr e Proyecto Colectivo. Pertanto mediante la progettazione di spazi pubblici, luoghi di svago ed angoli di pace l’architettura ha finito con l’essere impiegata come strumento per rafforzare l’organizzazione sociale.

Biennale_Venezia_Venezuela_FuerzasUrbanas_21secoloFuerzas Urbanas è una mostra costruita a partire da scarse risorse economiche, considerato il momento che vive il paese e le modalità di costruzione dei progetti. Il padiglione venezuelano, progettato dall’architetto veneziano Carlo Scarpa, dopo i lavori di restauro resi possibili grazie al patrocinio di PDVSA – compagnia petrolifera statale venezulana – e di Movilnet – società di telecomunicazioni – e del Consiglio Federale del Governo, ha riaperto le proprie porte il 28 maggio scorso, con una cerimonia presieduta dall’Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Italia, Julián Isaías Rodríguez Díaz , ed a cui hanno preso parte: il Ministro del Poder Popular para la Cultura, Freddy Ñañez, la Ministra Consigliera in Italia, Maria Elena Uzzo, la Console Generale a Napoli, Amarilis Gutiérrez Graffe, i Consoli a Milano, Luis Martínez e Lorena Mavarez Lameda, la direttrice Corporativa de Vivienda designata dal Ministro per l’energia ed il petrolio, Ingrid Suárez, il Sindaco del municipio Guaicaipuro, Francisco Garcés, il Presidente del LIHP (Laboratoire International pour l’Habitat Populaire), Jean François Parent, e l’attrice venezuelana Ira Frontén.

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Di seguito il video di VTV (Venezolana de Televisión) del collegamento streaming con Caracas

https://www.youtube.com/watch?v=HMpRDev-B7s

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