Frida Kahlo, col suo “caos dentro”, in mostra a Roma

Frida Kahlo a Roma: l’illustre e stimata artista viene raccontata attraverso le immagini, gli oggetti e i luoghi che la rappresentano.

Lo Spazio Eventi Tirso (SET) accoglie la mostra sensoriale, a cura di Sergio Uribe, dal titolo “il caos dentro” e raccoglie tutto quel che è in grado di far rivivere la figura di Frida Kahlo, ormai diventata un’icona.

Il primo pannello reca scritto, a fare da introduzione, una citazione del filosofo Friedrich Nietzsche: “vi dico: bisogna ancora portare in sé un caos per poter generare una stella danzante.”

Nell’universo il Caos ha preceduto la Creazione e se, come sostiene Georges Braque “l’arte è una ferita trasformata in luce”, allora Frida è stata in grado di trasferire nei  suoi capolavori ciò che il dolore ha apportato all’opera -nel senso latino di “fatica”- della sua vita.

La sua Casa Azul (Casa Azzurra) di Città del Messico racchiude parte della travagliata esistenza dell’artista. La ricostruzione della camera da letto, con la tavolozza ed i pennelli, lancia la mostra che parla di lei e del suo combattuto amore con il pittore Diego Rivera.

Era stata la madre dell’artista messicana a installare sul soffitto uno specchio grazie al quale Frida ha potuto ritrarre sé stessa per tutto il periodo dell’allettamento. Frida spiega così il perché dei suoi autoritratti:

“Dal momento che i miei soggetti sono stati sempre le mie sensazioni, i miei stati mentali e le reazioni profonde che la vita è andata producendo in me, ho di frequente oggettivato tutto questo in immagini di me stessa, che erano la cosa più sincera che io potessi fare per esprimere ciò che sentivo dentro e fuori di me.”

Aveva subito 32 delicate operazioni dopo essere rimasta irrimediabilmente ferita a seguito di un incidente tra l’ autobus su cui si trovava e un tram, incidente in cui venne trapassata da un palo e perse per sempre la possibilità di avere figli.

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Un busto ispirato a lei

Trovò nello stalinismo la sua forza, che l’aiutava anche nei tormenti passionali  che la vedevano sempre comunque invischiata con Diego Rivera.

Frida aveva solo 15 anni quando s’imbatté in Diego -che ne aveva 36- per la prima volta, mentre lui era intento a lavorare all’ Anfiteatro Bolivar. Di quell’incontro il pittore ricorda: “aveva una dignità e una sicurezza di sé del tutto inusuali e negli occhi le brillava uno strano fuoco”.

Solamente anni più tardi i due convolarono a nozze, sapendo però che Diego non sarebbe mai stato un marito fedele. Frida decise di separarsi da lui solo quando lui la tradì con sua sorella Cristina.

Tuttavia Diego sostenne sempre che l’amore per Frida è stata la cosa migliore che gli fosse mai capitata.

In una delle sue lettere all’uomo ella scrive: “In fondo tu ed io ci amiamo profondamente e per questo siamo in grado di sopportare innumerevoli avventure, porte sbattute, imprecazioni, insulti, reclami internazionali -eppure ci ameremo sempre. […] Amami un poco, io ti adoro.”

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Anche Brunori Sas, cantautore italiano, si è ispirato all’amore dei due personaggi, nel comporre la canzone dal titolo “Diego ed Io”, in cui spicca la frase emblematica, pronunciata da Frida “nella vita due incidenti ho auto, uno sei tu”, presente anche nel film dedicato alla figura della donna, dal titolo “Frida”, del 2002, diretto da Julie Taymor.

La mostra si concluderà il 29 marzo 2020, divisa per aree tematiche ed essendo fortemente immersiva è adatta ad adulti e bambini.

Orari
dal lunedi al venerdi ore 9.30 – 20
sabato e domenica ore 9.30 – 21.00Info ridotto

Hanno diritto al ridotto rispetto al prezzo intero del biglietto:
Docenti, Forze dell’ordine, ministero pubblica istruzione, over 65, Under 14 ed universitari gruppi da 15.
Ingresso gratuito per i bambini fino a 5 anni.

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Giovane psicologa clinica laureatasi all'Università di Roma "La Sapienza" ed educatrice, appassionata di giornalismo e fotografia.

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