Francesco, un papà che insegue un sogno per i suoi figli Francesco Abate ha creato numerosi happening sui social per regalare ai suoi figli un sogno: incontrare Cr7 e Dybala.

La storia di Samantha e Francesco Abate è ciò che di più quotidiano e duro vige in Italia. Coniugi al momento disoccupati, residenti in Liguria, precisamente nella città di Ventimiglia e genitori di quattro figli Davide (17 anni), Nicolas (11 anni,) di cui due Alessio e Antonio di (8 anni), diversamente abili e hanno come scopo quello di poter regalare ai loro figli un sogno, quello di far si che essi possano abbracciare i loro idoli calcistici.

I bambini amano la “Vecchia Signora”, la Juventus e sono fans sfegatati della Joya Paulo Dybala e dell’alieno CR7. Un desiderio così limpido e spontaneo che ha portato Francesco, papà infaticabile alla ricerca di un canale, un modo per mettersi in contatto con le stelle della squadra bianconera di Torino e concedere tra le ristrettezze e le difficoltà una giornata diversa, senza quella monotonia sfibrante, che loro ricercano e vivono unicamente per 90 minuti davanti alla Tv con le partite della Juventus.

E le inventive al papà di Davide, Nicolas, Alessio e Antonio non sono mancate. Tra appelli su social e page su facebook e istangram, fino alla De Filippi nazionale,  Francesco e Nicolas hanno smobilitato l’esercito social, fino ad arrivare a noi Redazione del XXI Secolo, che abbiamo deciso di incontrare telefonicamente il signor Francesco per far due chiacchiere e cercare di fare in modo che la sua voce arrivi alla società bianconera e ai suoi due top player, Cristiano Ronaldo e Dybala, di far un assist verso un sorriso e contribuire nel dare un momento illuminato da felicità.

La vita di un genitore è difficile di per sé, con figli affetti da patologie e disabilità è ancor più ardua. Ci racconti una sua giornata tipo con i suoi figli.

F. <<Ci alziamo prestissimo di mattina, per la colazione e per somministrare loro un farmaco miorilassante per ammorbidirgli i muscoli. Li vestiamo e andiamo alla struttura per la fisioterapia, fino all’ora di pranzo. Per loro bisogna frullarlo perché hanno disfragia. Subito dopo il pranzo, Alessio e Antonio riposano per poi continuare altre prestazioni fisioterapeutiche. Giocano con i loro fratelli, nonostante l’impossibilità di muoversi in modo autonomo, quindi stanno seduti in carrozzine speciali per spostarsi di quel tanto.>>

Com’è nata la passione per la Juventus dei suoi bambini? In particolare per CR7 e Dybala?

F. <<La passione juventina, in particolare per Ronaldo e Dybala l’hanno presa dall’altro mio figlio, Nicolas tifoso sfegatato della Juve. Durante le partite che vedevano i ragazzi in Tv, ogni volta che segnano, Nicolas imita le loro esultanze e si divertono anche i gemelli, diventati tifosi anche loro della Juventus.>>

Com’è nata la sua iniziativa, che l’ha portata a contattarci?

F. <<L’iniziativa in verità è partita da Nicolas due anni fa, che tramite i social ha cercato di mettersi in contatto con qualcuno che  faccia incontrare Cristiano Ronaldo e Dybala ai bambini. Abbiamo cercato anche di fare un appello alla De Filippi. Sono anni che loro mi chiedono di poter incontrare i loro idoli. So che entrambi sono grandi campioni ma con un grande cuore. Il mio scopo è che i due possano realizzare questo piccolo grande sogno per i miei figli.>>

Avete provato a mettervi in contatto direttamente con i due assi bianconeri?

F. <<Non saprei come contattarli altrimenti, oltre che menzionarli attraverso i social. Ho tentato a contattare direttamente la Juventus, ma l’unica risposta che ho avuto è che era impossibile qualsiasi incontro al momento a causa della grave emergenza Covid-19. Successivamente non ho avuto più risposta.>>

Proviamo un nuovo appello alla Juventus e ai due campioni .

F. <<Chiedo ai due campioni della Juventus Cr7 e Paulo Dybala, mi appello alla stessa società, di rendere possibile questo desiderio per i miei figli ed esaudire questo loro sogno e concedere loro questo attimo di gioia, un sorriso ai loro piccoli fans.>>

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Laureato in lettere moderne presso l'Università degli studi di Napoli Federico II, parlante spagnolo e cultore di storia e arte. "Il giornalismo è il nostro oggi."

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