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Forza Italia: basta tasse sulla casa

Forza Italia ha presentato ben 569 emendamenti alla legge di stabilità proposta da Matteo Renzi. Emendamenti  che spaziano su varie tematiche, dal Mezzogiorno, alla scuola e università fino ad occuparsi di cultura e sociale. La contro legge di stabilità secondo il capogruppo Renato Brunetta è una posizione totalmente unitaria dei gruppi di Forza Italia di Camera e Senato il cui senso è: “basta tasse sulla casa. L’obiettivo è di ritornare alla tassazione del governo Berlusconi, ovvero 11 miliardi di gettito totali contro i 30 attuali. Le coperture vanno trovate nella spending review; Forza Italia dice no alle clausole di salvaguardia che faranno aumentare l’Iva, le accise e la benzina. Sottolinea Brunetta: “Con le nostre proposte cambiamo di fatto l’impianto della manovra di Renzi: tagliamo di 20 miliardi la patrimoniale sulla casa e li copriamo con tagli veri alla spesa, riesumiamo noi Cottarelli che é stato licenziato da Renzi e cancelliamo le clausole di salvaguardia con un attacco vero al debito”.A tal proposito Forza Italia ha indetto una mobilitazione il 29 e 30 Novembre ovvero, «no tax day » prevista in tutta Italia.

Nella contro legge di stabilità proposta da Forza Italia troviamo tra i tanti emendamenti:
1) Ripristino per le regioni del Mezzogiorno che in termini geografici rientrano nel quadro dell’obiettivo 1 dei benefici relativi al credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo.
2) Rilancio del piano di sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio educativi per la prima infanzia effettivamente legato al reale fabbisogno delle regioni, al fine di uniformare l’erogazione dei servizi in tutto il territorio nazionale.
3) Azzeramento della componente lavoro dell’imponibile Irap indipendentemente dalla tipologia di contratto: tempo indeterminato, determinato e collaborazione.
4) Nel caso di opzione per il Tfr in busta paga, mantenimento della tassazione separata e non assoggettamento al regime degli scaglioni ordinari Irpef.
Inoltre, Forza Italia è decisa a ripristinare gli stanziamenti previsti per gli istituti di patronato e di assistenza sociale, che il governo Renzi, invece, nella legge di stabilità ha deciso di tagliare.