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sabato, 4 Dicembre 2021

Fornarina di Raffaello: la scienza ne rivela i segreti

La Fornarina, celebre opera di Raffaello Sanzio, rivela i suoi misteri più nascosti, grazie ad approfindite tecniche ed analisi scientifiche.

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La Fornarina, celebre opera dell’artista Raffaello Sanzio, grazie all’altissima risoluzione della scansione effettuata ai raggi x, svelerà pian piano tutti i suoi segreti più nascosti.

Le analisi, a cura di Emmebi diagnostica artistica e Ars Mensurae, hanno analizzato con delle scansioni macro a fluorescenza ai raggi x (MA-XRF), tutta l’opera, sotto gli occhi attenti dei visitatori, che durante i tre giorni di studio, 28, 29 e 30, hanno potuto osservare il meticoloso lavoro degli esperti. Le scansioni effettuate, hanno consentito di identificare la formulazione chimica dei pigmenti utilizzati dal celebre artista Raffaello Sanzio, per la realizzazione della Fornarina e soprattutto è stato possibile collocarli nel tessuto dell’opera stessa, grazie all’utilizzo di mappe cliniche, con risoluzione sub millimetrica”, ha spiegato Luca Tortora, professore di chimica dell’Università Roma Tre e ricercatore dell’Infn

Tre giorni che hanno molto entusiasmato i visitatori delle Gallerie Nazionali Corsini, di Roma, che hanno osservato da vicino e dal vivo, ricercatori ed esperti, a diretto contatto con una delle opere più celebri di Raffaello.

Grazie all’acquisizione fotogrammetrica (ossia l’ottenimento di fotogrammi oppure semplicemente di una coppia di fotogrammi) e uno specifico modello 3D, la Fornarina è stata analizzata nel proprio complesso, integralmente; le immagini esaminate, perfettamente accostate, hanno consentito di mappare ogni piccolo particolare, dalle pennellate, ai micro frammenti di colore.  

Un lavoro accurato e importante, realizzato grazie ai rapidi e vari progressi che la scienza compie nel corso del tempo, e in particolar modo, grazie a tecnologie sempre più avanzate. Uno studio certamente interessante, soprattutto per i vari studiosi ed appassionati d’arte, che riconoscono ne La Fornarina, presumibilmente Margherita Luti, o Luzzi, l’unica donna amata da Raffaello Sanzio, alla quale s’ispirò nella realizzazione dell’opera.

Scienza ed arte si uniscono, in un progetto di forte risonanza, che ha coinvolto studiosi, scienziati, ricercatori e tanti curiosi, rivelando informazioni relative alla tecnica pittorica dell’artista, e che saranno certamente utili a restauratori e conservatori per eventuali interventi sull’opera

 

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