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venerdì, 2 Dicembre 2022

Fondi europei: inutilizzati 12 miliardi

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Raffaele Della Rotonda
Collaboratore XXI Secolo.

In un Paese malridotto come l’Italia, bisognoso di nuovi investimenti e afflitto da una grave carestia occupazionale, 12 miliardi di euro, che l’Unione ha messo a disposizione, giacciono inutilizzati ed andranno perduti se non impiegati entro la fine del 2015.

Eccetto i non molti casi in cui son stati ben spesi,  i fondi UE, non di rado, sono stati utilizzati per finanziare progetti tutt’altro che proficui per l’economia del Paese, come concerti e concorsi ippici, rischiando severi richiami da parte di Bruxelles.

Il Parlamento Europeo di Bruxelles
Il Parlamento Europeo di Bruxelles

Stando ai dati della Commissione Europea, i soldi non ancora impiegati dall’Italia ammontano a circa 12 miliardi di euro, ben più della somma necessaria a stabilizzare il bonus da 80 euro. È un paradosso se si pensa che i fondi europei, il cui valore è pari ad un terzo di tutto il bilancio comunitario, sono stati ideati proprio per sostenere la crescita delle aree più deboli dell’Unione. Tale finalità è perseguita attraverso diversi Fondi destinati: il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), che assorbe circa due-terzi delle risorse, devoluto alla realizzazione di infrastrutture e investimenti produttivi che generano occupazione, soprattutto nel mondo delle imprese; il Fondo sociale europeo (Fse) che mira a favorire l’inserimento professionale dei disoccupati e delle categorie sociali più deboli. Inoltre, vi sono i cofinanziamenti statali e quelli regionali: i Pon (Piani operativi nazionali) e i Por (Piani operativi regionali).

l’Italia, alla fine dello scorso luglio, aveva impiegato appena il 58,28% delle risorse messe a disposizione dall’Europa, un dato che colloca il Bel Paese in coda alla classifica.

Campania, Calabria e Sicilia sarebbero le regioni che più difficilmente riescono ad accedere alle risorse messe a disposizione dall’Unione, mentre a livello settoriale il ritardo riguarda soprattutto i programmi per la cultura, il turismo e le infrastrutture relative ai trasporti.

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