4shared
7.2 C
Napoli
mercoledì, 1 Dicembre 2021

Firenze: il Muro Occidentale o del Pianto

Da non perdere

Marcella Madarohttp://marcellamadaro.wordpress.com
47 anni, nata a Taranto, vive in Toscana nella provincia di Siena. Promoter . Amo leggere e cucinare.

Firenze riunisce tutti gli amanti dell’arte, che dal 27 Gennaio 2020 al 23 Febbraio 2020, vogliono recarsi ad ammirare il Muro del Pianto, in piazza della Signoria, al Museo di Palazzo Vecchio. In occasione delle celebrazioni per il Giorno della Memoria 2020, infatti dal 27 gennaio, nel Museo di Palazzo Vecchio, si svolgerà la mostra “Il Muro Occidentale o del Pianto”, di Fabio Mauri.

Fabio Mauri è nato a Roma nel 1926 ed è morto il 19 maggio del 2009. Ha trascorso la sua vita tra Bologna e Milano fino al 1957,  poi si trasferì  definitivamente a Roma. Nel 1942 fondò con Pier Paolo Pasolini la rivista “Il Setaccio”. Ha insegnato per 20 anni, Estetica della sperimentazione all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila.

Lunedì 27 gennaio alle ore tredici, nella Sala dei Gigli a Palazzo Vecchio a Firenze, si è svolta l’inaugurazione dell’installazione del Muro. Erano presenti all’inaugurazione gli assessori del Comune di Firenze, Tommaso Sacchi, Sara Funaro e Alessandro Martini e, il direttore artistico del Museo Novecento, Sergio Risaliti.

Il Muro Occidentale o del Pianto, è un muro di quattro metri, formato da un cumulo di valigie e bauli accatastati in modo ordinato. Mette in associazione la tragedia della guerra,  la violenza allo sradicamento di persone costrette ad immigrare. Le valigie, innalzate come un muro, diventano così il monumento alla memoria e al dolore di tutte quelle vittime.

Il Muro è stato presentato per la prima volta da Mauri nel 1993 alla Biennale di Venezia. In seguito è stata installata nel 2011 al MAXXI di Roma e poi ancora a Venezia alla Biennale del 2013. Di forte impatto, il Muro richiama i temi dell’esilio, delle migrazioni, della violenza, della guerra e della sofferenza.Da un lato il muro è lineare, regolare come una vera parete, dall’altro lato invece appare sconnesso quasi a voler richiamare le difficoltà, l’ignoto, la guerra.

Si potrà ammirare la toccante esposizione fino al 23 febbraio 2020 al museo di Palazzo Vecchio a Firenze.

 

 

image_pdfimage_print

Ultimi articoli