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sabato, 28 Maggio 2022

Firenze: arte e cultura fittasi

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Fece scalpore l’iniziativa promossa dal Comune di Firenze il 9 luglio scorso di dare in affitto Palazzo Vecchio e lasciare che all’interno del celebre Salone dei Cinquecento il noto marchio Montblanc tenesse una lussuosa cena di gala riservata a pochi eletti. Per l’occasione il portone che dà su via dei Gondi venne chiuso e l’accesso principale di Piazza della Signoria permetteva l’accesso al solo cortile di Michelozzo, generando caos tra turisti e dipendenti comunali, ai quali fu permesso di muoversi in poche zone della struttura, mentre tutto il resto era off limits.

L’iniziativa provocò fin da subito reazioni differenti a Firenze e in tutta Italia: c’è infatti chi non trova insensato che in tempo di crisi il grande patrimonio artistico del Belpaese possa essere fonte di guadagno, specie se i soldi vengono poi messi a disposizione per il miglioramento degli stessi enti interessati, ma non per tutti vale questa teoria. Per molti, affittare per migliaia di euro dei luoghi pubblici non solo crea spiacevoli fastidi ai turisti, ma significa vendere al miglior offerente un bene cittadino. Fu Tommaso Grassi, consigliere comunale, a denunciare che si trattava di “pochi spiccioli”, circa 36.000 euro stabiliti dal listino prezzi di Palazzo Vecchio “chiesti ai soliti nomi potenti”.

Poi fu la volta del noleggio di Ponte Vecchio a Montezemolo e tanti altri casi ancora. Da allora il tariffario è applicato in tutti i principali siti d’arte e monumenti fiorentini.

Questa prassi è in vigore da molti anni ma adesso è una recente delibera ad autorizzare la concessione in uso dei beni culturali, con una piccola modifica, ovvero che la concessione sia a discrezione del soprintendente. L’ultimo caso riguarda la Galleria degli Uffizi in cui la soprintendente del polo museale, Cristina Acidini, ha fatto sentire la propria voce: “Agli Uffizi non è prevista la compresenza di opere d’arte e sostanze alimentari“, ribadendo che sebbene la pratica sia autorizzata non lo sono gli “allegri banchetti” nelle sale di esposizione. Le portate e le bevande restano confinate in terrazza o nella caffetteria. Il listino telematico prevede l’affitto delle Sale Rosse, Blu e Gialle e del Corridoio vasariano per visite che possono essere accompagnate da cene, purché non vengano consumate vicino ai dipinti.

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