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Fiat Mirafiori, le origini dello storico stabilimento

La Fiat è uno dei simboli più importanti dell’Italia, uno degli emblemi fondamentali della tecnologia italiana, forse quello più paradigmatico. Nel corso della storia, in determinate date, si sono verificati eventi sintomatici, capaci di mutare l’evoluzione della storia. La giornata del 15 maggio rappresenta una svolta decisiva per l’identità della città di Torino e di un’intero paese. Nel 1939, infatti, fu celebrata la nascita dello stabilimento della Fiat Mirafiori.

La genesi dell’illustre stabilimento della Fiat Mirafiori

La realizzazione di questa struttura simboleggiò una delle raffigurazioni di quella che, nell’arco di tutto il secolo Novecento era stata denominata “città industriale“. Questo fattore influenzò ampiamente le sue radici culturali e socio-economiche. La dirigenza della Fiat organizzò la giornata, invitando allo stabilimento un numero cospicuo di operai. Allestirono, inoltre, anche un palco scenografico celebrativo del governo fascista.

A Giovanni Agnelli balenò nella testa l’iniziativa di erigere questa struttura. In principio, Benito Mussolini, al contrario, mostrò il suo disappunto per questa strabiliante idea. Tuttavia, dinnanzi ai risultati, decise di raggiungere la sede. Un avvenimento epocale, una sterzata determinante: un episodio talmente allusivo da condurre anche il duce da Roma a Torino. Il governatore italiano inaugurò la Fiat Mirafiori, definendola “la perfetta fabbrica del tempo fascista.

Passato e presente: com’è cambiato il ruolo dello stabilimento industriale

Il ruolo svolto dallo stabilimento Mirafiori fu un vero e proprio successo: l’edificio, difatti, divenne il cardine intorno al quale ruotava l’industria automobilistica italiana. Per di più, sorpresero fortemente anche le sue dimensioni, che si estendeva su un’area di 1 milione di chilometri quadrati. La produzione di autoiveicoli fu incredibile, per non parlare di quella dei motori di aviazione. Circa 82 anni fa, dunque, fu inaugurato il più celebre e più grande stabilimento industriale di tutta la penisola italiana.

La struttura fu in grado di accogliere un numero elevato di individui, circa 22.000 operai. I fabbricati furono disposti per 500 metri di lunghezza e 700 di larghezza, fu sufficiente la costruzione di un unico piano per la lavorazione dei telai. Delle gallerie sotterranee, lunghe 6 chilometri, serpeggiavano tra le rocce; furono costruiti, inoltre, 11 binari ferroviari per completare la realizzazione di una struttura mozzafiato.

L’Alfa Romeo MiTo è l’unica autovettura ad essere realizzata in linea, ma tempo fa numerose auto sorsero a Mirafiori, quali la 500, la Punto e la famosa Panda. Attualmente, l’edificio sta subendo delle trasformazioni, per far sì che esso resti ancora in vita, tentando di ricoprire il ruolo di prestigio precedentemente occupato. Lo stabilimento, quindi, è ancora in attività, ma il numero totale di vetture prodotte è andato lentamente scemando, in modo sempre più netto nel corso degli ultimi anni. Ma è restato in vita, dunque, la memoria di uno dei simboli dell’antica e dell’odierna penisola, l’immagine per eccellenza della tecnologia italiana: l’eternità non cancellerà mai un evento significativo del percorso storico.