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Festival di Sanremo 2026, ascolti in calo

La prima serata del Festival di Sanremo 2026, in onda ieri martedì 24 febbraio, registra 9 milioni e 600 mila spettatori con il 58% di share nella total audience dalle 21.40 fino alle 01.30.

Un risultato importante per la RAI, ma in calo rispetto all’edizione 2025, perdendo parte dello slancio record dell’edizione precedente.

Festival di Sanremo 2026 gli ascolti 


Nel dettaglio, la
prima parte è stata seguita da 12.771.000 telespettatori con il 57,5% di share, mentre la seconda parte della serata è scesa a 5.866.000 spettatori con il 58,2%. Il picco in valori assoluti è arrivato alle 21.59 con 15.384.000 spettatori, mentre il picco di share si è registrato all’1.18 con il 63,84%(fonte Auditel).

Il confronto con il 2025 evidenzia però una flessione significativa: lo scorso anno la prima serata aveva ottenuto 12,6 milioni di spettatori e il 65,3% di share, con punte molto più alte in entrambe le parti di serata. Il calo è di circa 3 milioni di spettatori e 7 punti di share.

Questa la TOP 5 provvisoria della prima serata per sala stampa, tv e web: Arisa con “Magica Favola”, Fulminacci con “Stupida Sfortuna”, Serena Brancale con “Qui con me”, Ditonellapiaga con “Che Fastidio!” e Fedez e Masini con “Male Necessario”.

La serata, naturalmente dedicata alla musica, è stata impreziosita dall’ingresso della co-conduttrice Laura Pausini, accompagnata dalla voce di Pippo Baudo, e da una serie di omaggi a Peppe Vessicchio, Angela Luce, Tony Dallara, Sandro Giacobbe e Gianni Pettenati, oltre al ricordo del “maestro della televisione” Maurizio Costanzo, a tre anni dalla sua scomparsa. Superospite Tiziano Ferro, che ha celebrato il 25° anniversario di “Xdono”, insieme alle esibizioni dei trenta Big in gara.

Non è mancato un momento di riflessione affidato a Gianna Pratesi, 105 anni, tra le prime donne a votare il 2 giugno 1946, in occasione degli 80 anni della Repubblica.

Restano però diversi interrogativi sul calo degli spettatori: è solo un incidente di percorso o il segnale di un pubblico che si allontana dalla TV tradizionale? La presenza di giovani Big basta davvero a intercettare le nuove generazioni? E la TV pubblica può ancora reggere senza un’integrazione sempre più forte con i social?

Domande aperte, mentre si attende la prossima puntata.

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