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martedì, 25 Gennaio 2022

Festival dell’Economia e della Spiritualità, per cambiare l’approccio al lavoro

Festival dell’Economia e della Spiritualità per un idea del tutto diversa dal passato, con incontri e riflessioni

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Un festival dell’economia ricco di spettacoli e incontri, con riflessioni per contribuire alla ricostruzione dello spirito nel rapporto con gli altri, del lavoro e dell’ambiente.

È questo il centro del dibattito e delle discussioni che si terranno alla sesta edizione del Festival Economia e Spiritualità. La riflessione si concentrerà su un’economia che deve ritrovare la dimensione umana, comunitaria, solidale e spirituale.Rispettare il pianeta e la vita in tutte le sue forme, una serie di riflessioni,una dimensione profonda che va esplorata.

Un vasto programma è stato presentato a Palazzo Orsetti alla presenza di Ilaria Vietina, assessore alle politiche formative e all’assessore alle Politiche educative e alla Cultura del Comune di Capannori.

L’edizione 2021 del Festival è dedicata al tema della cura in modo particolare la presenza di filosofi della cura in vari campi dell’esperienza, con una profonda riflessione basata sui presupposti nei pensieri dei grandi filosofi  e nel pensiero contemporaneo e con attenzione ad Heidegger.

Il Festival Economia e Spiritualità costituisce un punto fermo nel programma culturale di Capannori perché ha il coraggio di affrontare temi centrali, ponendo sempre al centro la persona, il suo benessere e il benessere della comunità. Quando si parla di economia, di solito, si parla di Pil e di profitti, mentre al festival dell’Economia essa stessa viene portata in chiave sostenibile ed etica considerata in una dimensione umana, comunitaria e solidale.

Il Festival Economia e Spiritualità è nasce anni fa a Lucca e nel tempo ha assunto sempre di più i caratteri di un evento regionale. Anche per questa edizione ci sono molti ospiti importanti, alcuni di ormai affezionati e che ritornano anche quest anno a far parte del festival.

Christian Felber: “Nell’economia orientata al bene comune deve contare la produttività ecologica”

Attacca l’economia neoclassica, considerandola la causa dei nostri mali, dalla devastazione ecologica a una società ingiusta. E porta avanti l’idea di un’economia dei beni comuni, dove i parametri del benessere sono del tutto diversi con meno lavoro e stipendi più alti per salvare l’ambiente e rendere tutti.

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