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martedì, 29 Novembre 2022

Festa San Ciro, un anno dopo la tragedia

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Davide Franciosahttps://www.21secolo.news
27 anni, poliedrico, sensibile, napoletanissimo. E' Compositore video-grafico e operatore di comunicazione sociale. Malato di "teatrite acuta", appassionato di cinema, musica, lettura e scrittura creativa, ha l'Africa nel cuore. Sogna di diventare editore e un teatro tutto suo.

La prima domenica di maggio, come da tradizione, la città di Portici si riunisce per festeggiare il Santo Patrono della città. La storica processione, che sin dal XVII secolo riunisce gioiosamente decine di migliaia di fedeli, vivrà quest’anno in un clima totalmente opposto. Esattamente un anno fa la processione presieduta dal Cardinale Crescenzio Sepe si trasformò in dramma: il crollo di un balcone sulla folla causò la morte di 4 persone e diversi feriti gravi.

san Ciro benedizione
foto Marco D’Antonio

Noi tutti non vogliamo dimenticare quanto è successo, comunica ai fedeli il Parroco della Basilica Mons. Raffaele Galdiero. Lo faremo innanzitutto pregando per loro, e come segno del vuoto che essi hanno lasciato nelle loro famiglie e in tutti noi, abbiamo deciso di rinunciare all’allestimento delle tradizionali luminarie. D’altra parte, prosegue il Parroco, in un tempo in cui la crisi economica si fa sentire sempre di più, San Ciro ci suggerisce che ci sono cose molto più importanti cui pensare. Il Nostro Santo Patrono non ha bisogno di luci esteriori, ma della luce viva della nostra solidarietà verso i fratelli poveri, i quali ogni giorno bussano sempre più numerosi alla porta del nostro Santuario. La festa annuale è per la Città un occasione favorevole non solo per rinnovare la nostra Fede in Dio, ma anche per intensificare i nostri rapporti di amicizia fraterna, conclude Mons. Galdiero.

Ciro nacque nel III secolo ad Alessandria d’Egitto. La tradizione vuole che esercitasse la professione medica. Fin dal VII secolo infatti nella città egiziana era ancora visibile l’ambulatorio dove accoglieva gli ammalati. Fu proprio nell’esercizio della sua professione che riuscì a convertire molti pagani al cristianesimo. Perseguitato, si ritirò nel deserto dove condusse vita monastica. Pur vivendo nel deserto, nella preghiera, nella penitenza e nella solitudine, egli accoglieva il popolo che si rivolgeva a lui per ottenere la guarigione non più con le medicine e con la pratica medica, ma soprattutto con l’intercessione della preghiera. Così la sua fama di taumaturgo si diffuse per tutto l’Egitto e oltre. In quel periodo scoppiò anche una delle più feroci persecuzioni contro i cristiani, quella dell’imperatore Diocleziano. La persecuzione si estese anche nella provincia romana d’Egitto. Fu in questo periodo che il Santo medico venne martirizzato, verosimilmente il 31 Gennaio 312 d.C.

Nei primi decenni del XVII secolo gli abitanti di Portici chiesero all’arcivescovo di Napoli il permesso di costruire una chiesa all’interno del loro territorio. La nuova chiesa, intitolata a santa Maria delle Grazie, si rivelò però troppo piccola per soddisfare le esigenze delle crescente popolazione; fu quindi deciso di innalzare una seconda chiesa, di dimensioni maggiori, i cui lavori furono però compromessi dall’eruzione del Vesuvio del 1631. Pertanto nel 1633 furono poste le fondamenta di una nuova chiesa, che fu inaugurata il 9 maggio 1642 e intitolata alla Nascita della Vergine Maria. Nel frattanto in città cominciò a diffondersi il culto di San Ciro, che raggiunse il suo apice nel XVIII secolo, quando i fedeli invocarono la protezione del Santo a seguito di una grave carestia. Nell’occasione, all’interno della chiesa fu eretta una statua lignea e in seguito San Ciro fu proclamato Patrono del paese vesuviano.

crolla balcone durante la processione

Voglia di voltar pagina, di onorare la memoria dei fedeli defunti. E’ l’aria che si respira tra la gente. Il Santo, fra culto e folklore, percorrerà le vie di una città che lotta per risolvere le tante difficoltà economiche e sociali. E’ questo lo stato d’animo di giovani e storici porticesi, che già da qualche giorno affollano la movida fra centro e porto del Granatello. Il tragico incidente del crollo della soglia di un balcone in pietra lavica, salito mediaticamente all’attenzione nazionale, è ancora vivo nella memoria di tutti. Da allora sono aumentati i controlli di palazzi antichi e fatiscenti, ma è difficile dimenticare quegli attimi di agitazione tra l’immensa folla, scambiata inizialmente per una sparatoria. Difficile dimenticare quei corpi cadere nel vuoto e la vita che finisce.

PROGRAMMA DOMENICA 4 MAGGIO

ore 8.15: esposizione della statua del Santo sul sagrato del Santuario. Offerta dell’omaggio floreale da parte Sindaco della città di Portici, dott. Nicola Marrone

ore 8.30: solenne Concelebrazione Eucaristica – presieduta dal Parroco Mon.Raffaele Galdiero e concelebrata dai sacerdoti di Portici con la partecipazione delle autorità civili e militari

ore 10.00: inizio processione –  sosta in Santuario

ore 16.30: ripresa processione

ore 21.00: rientro in chiesa

Consegna della lettera di Papa Francesco alla famiglie. Il santuario resterà aperto per permettere ai pellegrini di rendere omaggio a San Ciro.

PERCORSO DELLA PROCESSIONE

Mattino:

P.zza S. Ciro – Corso Umberto I – P.zza S. Pasquale – Via Gianturco – Via Cavalieri di V. Veneto – C.so Garibaldi – P.zza S. Ciro – Via Libertà – Via Verdi – P.zza Poli – Via Diaz – Via Leonardo da Vinci – Viale Michelangelo – Piazzale Brunelleschi – Via B. Cellini – Via Arlotta – Largo Croce – Via Bellucci Sessa – P.zza S. Ciro (Il Santo rientra in chiesa per la sosta)

Pomeriggio:

Via Bellucci Sessa – Via E. della Torre – Corso Garibaldi – Via Naldi – Via Arlotta (fino al Largo Trio) – Via Giordano – Via Roma – II Viale Melina – Via Marconi – Largo Cormons – Via Vittorio Emanuele – Via Addolorata – Via Moretti – 1° Traversa Leone – Viale Leone – Via S. Cristoforo – Largo Arso – Via Lagno – Via B. Croce – Via Scalea (Chiesa del Redentore) – Via Martiri di Via Fani – Corso Garibaldi – Rientro in Piazza San Ciro.

Folla in festa per San Ciro

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