Ferrara si candida capitale della cultura per il 2022 Lo ha annunciato il sindaco Alan Fabbri: "Presenteremo un progetto innovativo di portata internazionale"

La città di Ferrara si candida a capitale della cultura per l’anno 2022. Inizialmente si prevedeva la candidatura per il 2021 ma, in seguito alla nomina di Parma come capitale della cultura del 2020, si è deciso di rimandare il tutto. Questo perchè difficilmente vengono premiate 2 città della stessa regione per 2 anni consecutivi.

A ciò si aggiunge anche una questione di tempistiche. Infatti, per partecipare al titolo del 2021, Ferrara avrebbe dovuto presentare al Mibact la documentazione necessaria entro e non oltre il 2 marzo. Dunque si è scelto la strada della pazienza e della ragione, in modo tale da fare le cose con calma e cognizione di causa.

Tecnicamente, la presentazione del dossier al Mibact e la mancata assegnazione del titolo, comporta l’esclusione automatica di una candidatura per l’anno successivo. Altro motivo che ha convinto l’amministrazione a desistere e nel frattempo “Preparare un progetto articolato, partecipato ed innovativo con un valore aggiunto di portata internazionale”, così come ha affermato il sindaco Fabbri.

Prossimamente si terranno degli incontri per creare il Comitato promotore, che avrà il ruolo di intermediare tra i cittadini e l’amministrazione comunale, raccogliendo idee e forme artistiche che il territorio offre.

Si tratta sicuramente di una sfida importante per la città romagnola, in cui i cittadini e gli appassionati di cultura avranno un ruolo di primissimo piano nell’elaborare idee e nel rendersi disponibili.

Sarebbe senz’altro un riconoscimento meritato per la storia della città e motivo d’orgoglio per i ferraresi. Al tempo del Rinascimento fu la prima capitale moderna d’Europa grazie alla realizzazione dell’Addizione Erculea, opera urbanistica voluta dal duca Ercole I d’Este e costruita dal suo architetto Biagio Rossetti. Nel 1995 la città degli Estensi ottenne dall’UNESCO il riconoscimento di patrimonio dell’umanità e nel 1999 ne ebbe un secondo per il delta del Po e per le sue delizie estensi.

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