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Fermato il presunto omicida del boss ucciso nell’Avellinese

Fermato dalla polizia il giovane che probabilmente ha ammazzato il boss del clan Pagnozzi. A incastrarlo sarebbero state delle videocamere di sorveglianza.

L’8 settembre Orazio De Paola, il boss in questione, è stato ucciso a colpi di pistola in mattinata a San Martino Valle Caudina, in provincia di Avellino.

Questa volta dunque a colorarsi di giallo in Campania non è Napoli, ma Avellino, con un omicidio un pò enigmatico ai nostri occhi.

La vittima, 58enne, era in via Castagneto sulla sua bicicletta elettrica quando è stato colpito dal suo assassino, probabilmente intorno alle dieci. Si è anche ipotizzato che il killer lo stesse aspettando e che abbia approfittato della strada isolata per ucciderlo. Devono essere stati almeno cinque i colpi esplosi dalla pistola: quattro al torace e il quinto alla testa, quando l’uomo era già a terra moribondo.

Il clan Pagnozzi, originario del Napoletano, ma da decenni insediatosi nell’Avellinese, con rapporti coi Casalesi e ramificazioni anche a Roma, è egemone da ben 40 anni per gli affari illeciti nella Valle Caudina.

Ad essere sospettato per l’omicidio è un giovane pregiudicato del posto, di 25-30 anni, che in quella mattinata dell’8 settembre avrebbe avuto degli attriti col boss, sfociati poi in un vero e proprio delitto.

I carabinieri del Comando Provinciale di Avellino lo hanno fermato in autostrada mentre era in macchina con altre persone diretto verso Roma.

Il giovane, come abbiamo già ribadito, è stato inchiodato da delle telecamere di videosorveglianza che lo avrebbero ripreso nei pressi del luogo del delitto. L’uomo è stato, infatti, ripreso mentre a bordo della sua auto si allontanava da via Castagneto, la strada dove è avvenuto l’agguato che oltretutto si trova a poca distanza dall’abitazione in cui il giovane vive con i genitori.

Non si esclude che il boss De Paola sia stato attirato sul posto con una trappola, dopo aver ricevuto magari una telefonata che lo invitava ad un appuntamento.