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giovedì, 15 Aprile 2021

Federalberghi, Pasqua all’estero ma non in Italia

Con due tamponi negativi è possibile viaggiare in 34 paesi europei ma non ci si può spostare dalla propria regione. Federalberghi lancia l'allarme: "In un anno perse ben 245 milioni di presenze"

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Eva Maria Pepe
Laureata in Lettere classiche, ama l'arte, la letteratura, i viaggi. Il suo più grande sogno è diventare scrittrice.

Gli alberghi italiani sono chiusi da mesi per il divieto di spostamento tra regioni, ma all’estero si può andare tranquillamente. Federalberghi non ama le ultime regole che hanno dato il via alle vacanze di Pasqua fuori dall’Italia. Secondo quanto stabilito dal Dpcm del 2 marzo, valido fino al 6 aprile, è possibile spostarsi per turismo in ben 34 paesi europei.

Federalberghi, Bocca: Pasqua all’estero ma non in Italia

Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, ha detto: “Non comprendiamo come sia possibile autorizzare i viaggi oltre confine e invece impedire quelli in Italia. Se è vero, come è vero, che le persone vaccinate o con tampone negativo sono a basso rischio di contagio allora questa logica deve essere applicata anche ai viaggi in Italia. Lo stesso vale per la possibilità di frequentare terme, impianti di risalita, riunioni, congressi e manifestazioni fieristiche”.

Bocca sostiene: “Non mi posso muovere dal mio Comune ma posso volare alle Canarie: è assurdo, mentre l’85% degli alberghi italiani è costretto a restare chiuso. Gli imprenditori si sentono presi in giro. Chiudiamo gli italiani in casa, ma poi li facciamo andare in tutto il mondo: così si ammazza il turismo italiano.

Quando abbiamo visto la zona rossa per Pasqua, pensavamo che almeno per l’estero ci fosse la quarantena, invece basta un tampone. E gli altri Paesi ne approfittano. Per le vacanze estive in Italia siamo ancora appesi alle zone colorate e non sappiamo come organizzarci, non c’è alcuna prospettiva. Nel frattempo il turismo, nazionale e internazionale, si organizza”.

L’anno orribile per le strutture ricettive

Il comparto ricettivo ha già chiuso l’anno 2020 con una perdita di ben 14 miliardi di euro. L’impatto che la crisi ha scatenato sulle strutture ricettive e sui posti di lavoro ad esse annesse è stato veramente devastante. Dall’inizio della crisi, alberghi e ristoranti hanno utilizzato 390 milioni di ore di cassa integrazione.

Ma già nell’ ottobre 2020 il dato è aumentato a dismisura con 51 milioni di ore di cassa di integrazione. Nel 2020 sono venute meno 165 milioni di presenze straniere (-74,6%) e 81 milioni di presenze italiane (-37,5%). Le presenze totali sono state ben 245 milioni in meno (-56,2%).

Federalberghi chiede che il Governo adotti con urgenza un provvedimento per “liberare” le persone munite di certificazione attestante l’avvenuta vaccinazione o il risultato negativo di un test molecolare o antigenico. Il test dev’essere effettuato per mezzo di tampone non oltre le quarantotto ore precedenti il viaggio.

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