Fashion Week 2020: assenti gli operatori cinesi La moda milanese fa i conti con l'epidemia, nasce la campagna ''China, we are with you''

Milano Fashion Week

Da pochi giorni è iniziato l’evento più atteso dagli amanti della moda, la settimana della moda milanese. Quest’anno, la Milano Fashion Week 2020 ospiterà 56 sfilate fino al 24 Febbraio.

Nonostante l’entusiasmo per i 188 appuntamenti programmati per quest’anno, è inevitabile dimenticare le vittime del coronavirus. Inoltre, è impossibile ignorare i danni economici che le aziende hanno subito con l’insorgere dell’epidemia.

Durante questa edizione della Milano Fashion Week, saranno assenti circa 1000 addetti provenienti dalla Cina. Inoltre, alcuni compratori, visitatori e giornalisti provenienti dagli altri paesi asiatici, hanno annullato la partenza per Milano. Ovviamente, spaventati dall’epidemia che sta continuando ad avanzare.

Non saranno presenti marchi provenienti dall’Asia, fatta eccezione per il brand Annakiki, di Anna Yang. Quest’ultima ha confermato la sua presenza sulle passerelle milanesi. Altri brand, come Prada, per evitare di viaggiare, hanno preferito posticipare l’uscita delle nuove collezioni nei paesi come Cina e Giappone.

Nonostante le forti preoccupazioni legate all’espandersi dell’epidemia, le altre nazioni non hanno esitato nel voler inviare un messaggio di solidarietà per la Cina. Infatti, durante l’apertura della settimana della moda milanese, è stato presentato il progetto ”China, we are with you”. Infatti tutti coloro, che non hanno avuto la possibilità di partecipare fisicamente alle sfilate, saranno presenti virtualmente. L’obbiettivo di questa campagna è dare la possibilità di vivere, grazie alla nuova tecnologia, l’emozione dei backstage e delle sfilate. A quanto pare, la parola d’ordine di questa edizione è ”solidarietà”.

 

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