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mercoledì, 1 Dicembre 2021

Faraone: “Basta classi di soli cinesi”

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Mariapaola Ramaglia
Sono laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione e in Economia Aziendale e sono Mediatrice Familiare. Da anni, collaboro con diverse Associazioni che si occupano di difendere i diritti dei minori e sostenere famiglie che vivono situazioni di disagio o sofferenza. Sono socia di un'Associazione, in cui mi occupo di formazione ed essendo appassionata di comunicazione e scrittura, sono anche scrittrice, blogger e web writer.

Davide Faraone, Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel Governo Renzi, ha affrontato la questione delle classi frequentate unicamente da studenti stranieri.

Faraone ha colto l’occasione di una sua visita nella città di Prato, per sottolineare come, secondo lui, il fatto che esistano classi composte da studenti di una stessa etnia rappresenti una patologia.

Prato, insieme a Roma e Milano, ospita la più grande comunità cinese nel nostro Paese e si può dire sia diventata quasi una vera e propria colonia della Cina in Italia. Questo perchè, nel comune toscano, è nato un distretto industriale di abiti low cost, che è formato da circa 4 mila ditte cinesi, che danno lavoro ad almeno 30 mila cinesi. Dunque, le scuole della zona di Prato si sono trovate ad ospitare alunni che sono figli di questi imprenditori ed operai provenienti dalla Cina e che si sono stabiliti in Toscana.

Il Sottosegretario Faraone ha affermato: “É chiaro che riguarda un aspetto tecnico dei tempi di formazione delle classi. Per cui è evidente che fenomeni che accadono qua a Prato di classi composte interamente di ragazzi italiani sono delle patologie che dobbiamo assolutamente modificare, altrimenti non funziona il tema dell’integrazione e dell’inclusione“. Faraone ha anche aggiunto: “Cercheremo accorgimenti sia tecnici che normativi per evitare che si possano ripetere cose di questo genere. Se noi, facendo un esempio, lasciassimo dei posti liberi per ciascuna classe, per cui quando avvengono le iscrizioni si possono distribiure gli iscritti, potremmo risolvere il problema. Lo stiamo studiando al Ministero”.

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