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mercoledì, 7 Dicembre 2022

Il falò di Sant’Antuono, credenze e tradizione

Cade il giorno 17 gennaio la venerazione di Sant'Antuono, un festeggiamento ricco di tradizioni e antiche usanze, di storicità, arte e folclore.

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Sant’Antuono, ovvero Sant’Antonio Abate è il primo degli abati e uno dei più illustri eremiti della Chiesa. Il nome del Santo è soltanto uno, è lo stesso Sant’Antonio da Padova, ma che in Campania per un fenomeno linguistico tipico del meridione, indicato come metafonesi, viene chiamato Antuono. La sua immagine è accompagnata dalla presenza di un maialino accanto ai suoi piedi che reca al collo una campanella o da donne che inducono alla tentazione (probabilmente per il fuoco della passione amorosa che serbano) di cui è indicato come protettore; ma egli ricopre questa funzione contro tutte le malattie della pelle (il fuoco di Sant’Antonio) e contro gli incendi.

Un’antica leggenda narra che a partire dall’XI secolo gli abitanti delle città si lamentavano della presenza di maiali che pascolavano liberamente e i Comuni intervennero vietando la circolazione ma salvaguardando sempre l’integrità delle bestiole, che erano di proprietà degli Antoniani, che dai maiali ricavavano cibo per vivere, cibo per gli ammalati e balsami per le piaghe. Con il tempo i maiali acquisirono una certa sacralità e chi ne avesse rubato uno, avrebbe scatenato l’ira del Santo protettore, che si sarebbe poi vendicato colpendo con la malattia e non con la guarigione.

Oggi nelle varie località italiane, principalmente nel Sud Italia, viene festeggiato il 17 gennaio con diverse manifestazioni, sfilate di carri, fuochi pirotecnici, ma la più rappresentativa è sicuramente il fuoco che arde o cippo di Sant’Antuono.

Il fuoco che brucia ricorda il fuoco purificatore di Sant’Antonio che sconfisse il diavolo e le forze del male. Infatti quando il Santo si trovava eremita nel deserto, resistette agli attacchi del diavolo che gli scagliò contro fuoco e fiamme. I suoi discepoli lo ritrovarono morente con gravi ferite e ustioni su tutto il corpo e per aver combattuto quel grande spirito infuocato, egli conquistò la santità e venne poi associato a quell’infezione che oggi viene ricordata come fuoco di Sant’Antonio.

Durante i giorni che precedono i festeggiamenti gli abitanti di molti paesini e città si mobilitano per raccogliere la legna e preparare grandi falò, da accendere la sera prima e il giorno stesso in onore del Santo, attorno al quale gli abitanti del quartiere si riuniscono in momenti di festa e tradizione, accompagnando le danze con gustose pietanze tipiche dei luoghi.

 

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