Fake Onlus: presunti collegamenti alla ‘ndrangheta

Sarebbe di circa 7 milioni di euro il presunto guadagno illecito incassato da quattro Onlus contro cui è partita l’inchiesta coordinata dai pm di Milano Boccassini e Prisco e condotta dalla Gdf di Lodi: il blitz ha portato ad 11 arresti per associazione per delinquere, truffa ai danni dello Stato e autoriciclaggio.

Le organizzazioni “Volontari senza frontiere”, “Milano Solidale”, “Amici di Madre Teresa” e “Area solidale”, attive tra Lodi, Pavia e Parma, avrebbero utilizzato falsi documenti per partecipare ai bandi pubblici per gestire l’accoglienza dei migranti.

Le “Fake Onlus” oggetto di indagine, risulterebbero collegate “a noti pluripregiudicati appartenenti alla ‘ndrangheta” e avrebbero aiutato vari detenuti ad “accedere ai benefici di legge attraverso l’assunzione presso le predette cooperative”. Attraverso il rilascio di documentazione falsa, persone recluse avrebbero ottenuto la concessione della misura alternativa alla detenzione da parte del magistrato di sorveglianza.

“Non bisogna sottovalutare che ci sono altre onlus che invece hanno ben gestito la accoglienza di migranti”, precisa il pm Prisco. Si tratta di “eccezioni”, su cui comunque occorre fare valere il “principio di non colpevolezza”.

In più di 600 pagine di ordinanza cautelare, viene fuori il nome di Daniela Giaconi che avrebbe diretto la macchina delle quattro onlus, malgrado i numerosi precedenti penali, tra cui tre per bancarotta. Il reato contestato alle onlus sarebbe la mancata corresponsione tra l’incasso di fondi pubblici e l’erogazione di servizi, come segnalato, il 7 febbraio scorso, da una decina di migranti ospiti di una casa di accoglienza gestita da una delle cooperative al centro dell’inchiesta.

“Le onlus e le cooperative sociali” sono state “appositamente costituite solo per lucrare della situazione di emergenza e fare così ingresso in maniera illecita nel canale della distribuzione delle risorse pubbliche istituite per l’accoglienza dei migranti”, scrive il gip di Milano Carlo Ottone De Marchi. “Deve essere rilevato che nel periodo 2014/2015, in cui l’afflusso di migranti sul territorio nazionale è stato maggiore, l’emergenza è stata fronteggiata con convenzioni dirette e con bandi pubblici di gara ove l’unica certificazione/rendicontazione richiesta per i controlli da parte delle prefetture era una attestazione relativa alla presenza dei migranti e dei giorni di ospitalità, attestazione sufficiente per vedersi riconosciuti i rimborsi previsti dai bandi. Dal 2017 la procedura di controllo è stata resa maggiormente rigorosa (…)”.

“Undici arresti con l’accusa di truffa aggravata, autoriciclaggio e associazione a delinquere. Il business dell’immigrazione ha fatto gola ad alcune onlus di Lodi: stamattina è scattata l’operazione con l’impiego di più di cento finanzieri. Meno sbarchi e meno soldi per i professionisti dell’accoglienza: così risparmiamo, difendiamo l’Italia e investiamo per assumere più Forze dell’Ordine. La pacchia è finita”, ha commentato il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

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