Fabio Pinna, intervista a un poeta

Una storia d’amore senza tempo quella tra Fabio Pinna e la poesia.
Nato a Cagliari nel 1983, il fondatore del noto blog Leggere a Colori esordisce proprio con una raccolta di poesie dal titolo Un sogno diventa realtà, presentata con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Villasimius a Cagliari il 17 Aprile del 2004.
Nel 2006 presenta sempre a Cagliari il suo primo romanzo Senza sottile dispiacere e nel 2010 stampa in tiratura limitata 40 volte amore, una raccolta di poesie a tema con una selezione tra i migliori componimenti.

Perché, tra i tanti generi letterari, hai deciso di dedicarti principalmente alla poesia?
«É la poesia ad aver scelto me, già da adolescente. Penso che la poesia sia il modo più intimo per raccontarsi, per descrivere le proprie emozioni e sentimenti. Mentre nella narrativa, quando si scrivono le storie, si possono mascherare molto facilmente, la poesia è diretta: dice quello che sei e che hai dentro in un determinato momento. Avevo bisogno di questo e mi sono avvicinato alla poesia con naturalezza. Al momento invece mi occupo maggiormente nella scrittura di storie brevi, una sorta di ibridi, pensieri misti a situazioni (o brevi storie) particolarmente intense dal punto di vista emotivo.»

C’è chi sostiene che la poesia sia ormai morta. Cosa pensi al riguardo? Cosa significa essere un poeta oggi?
«Se quelli che lo dicono intendono che la poesia è morta dal punto di vista commerciale è difficile dargli torto. É anche vero che tutta l’editoria nel nostro Paese è in crisi per mancanza di lettori. Il fatto che poche persone se ne interessino, la scrivano e ne parlino, non significa però che sia morta. La poesia è stata storicamente dell’èlite, di un piccolo gruppo letterario, esigente e se vogliamo aperto alle sperimentazioni. Prima c´erano i salotti ora ci sono molti eBook di poesia su Amazon e le recensioni sui blog. É cambiato il modo in cui si condivide ma il resto è lo stesso.»

Chi sono i tuoi modelli letterari di riferimento?
«Non ho modelli. Son riuscito a crearmi uno stile personale senza ispirarmi a nessuno. Leggo molto ma mantengo sempre le distanze tra il mio modo di scrivere e quello di chi leggo, non mi faccio influenzare. Amo lo stile di Baricco e in un certo qual modo penso di avere delle caratteristiche in comune, senza voler ovviamente paragonarmi al suo talento.»

Come mai decidi di fondare “Leggere a Colori”, blog letterario creato nel 2012? Quanto è importante per te il rapporto diretto con i lettori?
«”Leggere a Colori” è l´evoluzione di anni passati a scrivere su piccoli blog personali. Una decina di anni fa scoprii quanto poteva essere potente lo strumento del web per farsi leggere e costruire delle conversazioni dirette con i lettori. Mi si è aperto un mondo. A un certo punto mi son detto: “però facciamolo bene, in grande”. E ci sto provando, animando con l’amore per i libri un progetto letterario che coinvolge molti bookblogger d’Italia e non promuove solo me, ma i libri in generale, e gli autori che vogliono promuovere e pubblicizzare un libro.»

C’è un nuovo progetto letterario all’orizzonte?
«C’è un’idea ma non so se andrà in porto. Devo prima convincermi del tutto. Potrebbe essere una raccolta di racconti. Oppure un libro sulla psicologia dei gatti, oppure uno di ricette tirolesi. Vi lascio nel dubbio.»

Print Friendly

LASCIA UN COMMENTO