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giovedì, 20 Gennaio 2022

Ercolano rinasce: concluso il restauro della Mensa Marmorea

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L’arrivo della fase due dà il via alla ripresa dei lavori di restauro del Parco Archeologico di Ercolano.

I lavori svolti all’interno del sito hanno interessato il ripristino della Mensa Marmorea della Palestra, rinvenuta nel giugno del 1936; a questo proposito l’archeologo Amedeo Maiuri ha definito il reperto: “Una grandiosa mensa marmorea, la più grande rinvenuta fino ad oggi tra Pompei e Ercolano”.

Maiuri, che ha seguito il ritrovamento dell’antico altare, rende noto che, al momento della scoperta, l’oggetto si presentava profondamente danneggiato. Al termine degli scavi cominciarono i lavori di ristrutturazione, partendo dagli elementi risparmiati. Tra i miglioramenti apportati vi è l’inserimento di una montatura di sostegno.

In seguito al rinvenimento, la gamba posteriore destra dell’altare mostrava danni significativi. Per recuperare quella parte della struttura è stato necessario ricostruire il supporto, la nuova componente è costruita in malta e metallo. Le parti originali del reperto, realizzate in pietra marmorea, presentavano delle macchie di colore scuro, causate dalla continua esposizione alle intemperie.

L’opera è stata completamente restaurata tra i mesi di gennaio e febbraio 2020. Tra gli interventi effettuati annoveriamo: la pulitura, il consolidamento, la presentazione estetica e la sostituzione della gamba.

La mensa ospitava le cerimonie agonistiche, in particolare è probabile che al suo interno fossero tenuti i doni per i vincitori delle competizioni che si tenevano nella Palestra.

L’intervento del direttore degli Scavi di Ercolano

A proposito del restauro, Francesco Sirano, direttore degli scavi di Ercolano, ha dichiarato: “Questo è il primo lavoro concluso nell’emergenza coronavirus. È quasi come vedere una farfalla che timidamente si sporge dal suo bozzolo affacciata al centro del Golfo di Napoli. Il restauro di questo manufatto unico nel mondo romano forse avviene non a caso proprio nella Palestra della città che da Ercole prende il nome, il luogo dove si forgiavano le future generazioni avendo a modello le grandi imprese dell’eroe”.

Un’importante opera di restauro, che segna l’inizio della ripresa dei beni culturali in Campania.

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