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giovedì, 7 Luglio 2022

Embolo: un minorenne in Champions

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Alberto Russo
Collaboratore XXI Secolo. Laurea in Scienze Politiche e un sogno nel cassetto. Calciofilo romantico, ritiene che il giornalismo debba consistere nella capacità di andarsi a prendere le notizie direttamente nelle loro “case”, raccontando la realtà senza filtri né paure. Tra le sue passioni la giustizia, il cinema e la poesia, legge fin troppo perché crede sia il miglior modo per capire il mondo.

Yaoundè è la capitale del Camerun, situata a sud, conta poco più di un milione e mezzo di abitanti. In questa landa di fuoco e speranza, quasi 18 anni fa nacque Breel-Donald Embolo. Trasferitosi da bambino in Europa, è nei Cantoni svizzeri che il ragazzino comincia ad avvicinarsi al calcio, attraversata l’intera, ma breve, trafila giovanile, indossando la maglia del Basilea. Il giovane calciatore, che intanto gode del doppio passaporto svizzero e camerunese,  trova il modo di cucirsi addosso il perfetto debutto professionistico nel marzo dello scorso anno, entrando a una manciata di minuti dalla fine del match tra i RotBlau e l’Aarau: marca subito il tabellino a 17 anni appena compiuti.

Il Day after è figlio di una cultura nazionale semisconosciuta in paesi calciofili come il nostro, titoli sobri e riflettori mezzi spenti ma l’effetto boomerang sta cominciando a colpire i media anche di altri paesi. Embolo studia, si allena, risponde alle convocazioni (quelle della prima squadra of course – ndr) e segna, riuscendo spesso a fare quello che ogni attaccante sente suo: timbrare il cartellino, sei reti in diciassette partite tra vecchia e nuova stagione. Intanto vince la Super League, serie A svizzera, risultando il più giovane calciatore nella storia del calcio rossocrociato ad alzare al cielo tale trofeo.

Un pomeriggio però ci sono da fare le convocazioni infrasettimanali per l’impegno di Champions, competizione europea a cui gli svizzeri partecipano in virtù della vittoria in campionato. L’allenatore Paulo Sousa, indimenticato centrocampista di Borussia Dortmund e Juventus, ha bisogno di lui, deve necessariamente inserire nell’elenco anche Breel-Donald, così lo fa chiamare mentre il ragazzino è alle prese con i compiti scolastici. Va avvertita la scuola pero’: Breel, l’indomani della trasferta inglese di Liverpool, dovrebbe essere tra i banchi con i suoi compagni, ma il club svizzero riesce a far ottenere un permesso a Embolo (storia surreale ma per fortuna vera – ndr). Un altro momento da ricordare in questo incredibile 2014 arriva lo scorso 4 novembre: nella sfida ai bulgari del Ludogorets, il giovane attaccante si toglie lo sfizio di segnare la prima rete in Europa, divenendo così a 17 anni e 263 giorni il sesto più giovane ad andare in rete in una gara di Uefa Champions League. Così all’indomani della maturità, Breel, come lo chiamano i compagni, continua a vivere come se nulla fosse accaduto nei suoi ultimi 365 giorni: un calcio ad un pallone e un buon libro da studiare, sapendo bene che il suo valore di mercato è aumentato di circa il 400% in un anno.

Oggi Embolo vale non meno di 4 milioni di euro e chi lo vorrà, probabilmente dovrà aggiungere a tale cifra anche una biblioteca.

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