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venerdì, 12 Agosto 2022

Elezioni legislative in Iraq

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Marco Tancredi
Collaboratore XXI Secolo. Nasce a Potenza il 23/07/1986. Formatosi dapprima a Potenza, decide di intraprendere gli studi universitari presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, dove, a conclusione dell'intero ciclo di studi ottiene il titolo di Dottore Magistrale in Politiche Sociali e del Territorio con il massimo dei voti dopo aver discusso una tesi sulla marginalità urbana e sociale con riferimento alle persone trans.

Urne blindate stamane a Baghdad e in tutto il Paese iracheno per le elezioni legislative di questi giorni. Centinaia di soldati e poliziotti sono stati impiegati per la salvaguardia del voto.

Questa mattina, in Iraq, sono iniziate le prime votazioni a livello nazionale dopo il ritiro degli Stati Uniti, nel 2011. Le votazioni sono cominciate alle 7 di mattina, ora locale, e finiranno alle 18. Un passo decisamente importante per un paese in cui il potere è da decenni sanguinosamente conteso tra sciiti e sunniti. Circa 22 milioni sono gli elettori iracheni aventi diritto, chiamati a scegliere i rappresentanti per i 328 seggi in Parlamento. Lo sciita Nuri al-Maliki, primo ministro del paese da otto anni, concorre per il terzo mandato consecutivo: dai sondaggio sembra riuscirà a vincere nella maggior parte dei seggi, anche se sul voto pesano una lunga scia di attentati e le tensioni tra la maggioranza sciita e la minoranza sunnita.

In opposizione alla coalizione di Maliki ci sono un movimento che arriva dalla Lista dei Cittadini e il partito Ahrar, legato al religioso Moqtada al-Sadr, che a Febbraio aveva annunciato il ritiro dalla scena politica. Entrambi sono ben radicati nel sud del paese, mentre nelle zone dell’ovest e del nord, a maggioranza sunnita, è forte l’avanzata della Lista Iraqiya, guidata Iyad Allawi.

Intanto nel centro di Baghdad sono stati allestiti diversi posti di blocco da parte della polizia locale e dell’esercito, a circa 500 metri di distanza l’uno dall’altro, mentre pickup con mitragliatrici sul tetto perlustrano le strade per garantire l’ordine. Ieri il bilancio degli attacchi è stato di almeno 79 morti e diverse decine di feriti. Il centro di Baghdad, caratterizzato dal forte traffico, stamane sembra deserta. Molti esercizi commerciali sono rimasti chiusi. Le strade che portano ai seggi sono bloccate da camion della polizia e dal filo spinato. Gli elettori vengono sottoposti a rigide perquisizioni prima di poter entrare nei seggi.

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