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mercoledì, 5 Ottobre 2022

Elezioni 2022 e la cultura dei programmi politici dei partiti

La cultira nelle elezioni politiche del 25 settembre 2022 e la sua importanza.

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Con le elezioni 2022 alle porte i partiti politici si sfidano su temi del momento, ma la cultura non viene trattata o meglio, nei programmi elettorali delle elezioni 2022 è presa poco in considerazione.
Con le inflazioni, la guerra, l’immigrazione , le riforme fiscali ecco che tutti i temi caldi sono sempre più dibattuti per il 25 Settembre. Ma la cultura? I rappresentanti promuovono solo alcuni tasselli del paese e la cultura nei programmi dei partiti politici un po’ meno.
La cultura nelle campagne elettorali non è mai stta un argomento di punta, nei tempi moderni ancora di meno e com un carico di eventie inflazione pericolosa, la guerra in
Ucraina non sembra voler attenuarsi.
La cultura sembra non essere importante e non rivestire un ruolo determinante, c’è chi porta avanti il Made in Itali tra cultutra e turismo, promettendo di valorizzare la bellezza dell’Italia nella sua immagine, chi pensa alla cultura dell’Italia per gli eventi e chi tutela il patrimonio culturale e artistico.
Molti temi sono presenti nella Costituzione ma si valorizza la professionalità e in ambito culturale spesso viene trascurata.

Le varie proposte culturali sono quelle di potenziare la cultura, il meccanismo culturale, potenziare gli istituti, esercitare attività culturali; creare mostre, spettacoli ed eventi.

Inserito nel capitolo dedicato all’istruzione, il tema culturale è affrontato dal PD con proposte che mirano alla digitalizzazione, alla detrazione delle spese culturali, e alla promozione, le iniziative che promuovono i borghi italiani e la Capitale della Cultura.

“Quando vado a teatro, mi sento una mosca nera in un bicchiere di latte bianco”, nota con sconsolata ironia la drammaturga Nalini Vidoolah Mootoosamy.

In Italia la cultura “alta” è appannaggio quasi esclusivo di nativi ricchi con elevato livello di istruzione che vivono nel centro delle grandi città. Le nostre principali istituzioni culturali e formative sono conservatrici e arretrate rispetto alle sfide del presente.

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