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mercoledì, 7 Dicembre 2022

Egitto: ucciso il leader jahidista

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Emanuela Iovinehttps://www.21secolo.news
Ambiziosa, testarda e determinata. Napoletana ma residente a Gallarate. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", presentando una tesi dal titolo: "Tendenze Linguistiche del Giornalismo dalla carta al web". Iscritta dal Novembre 2016 all'Ordine dei Giornalisti Pubblicisti della Campania. Diplomata nel Giugno 2013 in danza classica e moderna e attualmente docente di lettere.

Risale alle ultime ore la notizia della morte di Shadi el-Menei leader jahidista di Ansar Bayit al-Maqdis, gruppo più conosciuto come i “partigiani di Gerusalemme” e legati ad Al Qaeda.

Shadi el-Menei, considerato capo del gruppo, avrebbe secondo indiscrezioni lanciato una serie di attacchi contro le forze dell’ordine dopo la destituzione del presidente islamista Mohamed Morsi. Le forze dell’ordine avrebbero quindi reagito aprendo il fuoco su quattro persone che circolavano in automobile nel centro di Maghera, ma secondo altri invece l’uomo sarebbe stato ucciso da 15 miliziani per una vendetta.

Ci sarebbero stati poi scontri più sanguinosi da parte delle autorità come risposta agli attacchi dei seguaci dell’ex presidente, da non trascurare è l’episodio del mancato omicidio in settembre del ministero dell’interno dell’epoca. In vista delle elezioni presidenziali di lunedì e martedì prossimo, il ministero dell’Interno egiziano ha dato quindi ordine di schierare 400mila unità di sicurezza, 22omila poliziotti e 181mila militari per evitare attentati in quell’occasione, ma resteranno fuori dai seggi e interverranno solo se chiamati dal Presidente.

Dopo la destituzione di Morsi, unico presidente eletto direttamente dai cittadini nella storia politica del Paese, 53 milioni di elettori saranno chiamati a scegliere tra l’ex generale delle forze armate egiziane, Abdel Fattah al Sisi, che sembra essere per il momento il favorito dai sondaggi oltre che il vincitore tra gli egiziani residenti all’estero con il 94,5% dei voti; e l’esponente di spicco della sinistra Hamdin Sabbahi.

Abdel Fattah al Sisi nella sua prima intervista televisiva, sfruttando questo spazio per la sua candidatura presidenziale, ha attaccato Obama dichiarando: Washington voleva salvare Morsi cercando di prender tempo attraverso qualche espediente.

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